da La Stampa del 10/08/2026
L'ALLARME DEL SINDACATO NURSING UP
Fino a tre giorni su una barella in attesa di un letto
Non si attenua l'ondata di calore - meglio: le ondate di colore, dato che la prima è arrivata l’ultima decade di maggio - tutto il sistema sanitario è in sofferenza: in primis la linea dei pronto soccorso.
L'allarme arriva dal sindacato infermieri Nursing Gr Piemonte nella persona di Claudio Delli Carri, il segretario: «Attualmente la situazione, anche nei reparti ospedalieri, è molto critica, aggravata da una carenza strutturale di personale infermieristico che sul nostro territorio regionale stimiamo ormai attorno alle 6 mila unita».
Come ogni anno, e quest'anno più degli altri, a pesare è un insieme di fattori. Le temperature, certo, che opprimono anche i più giovani e fanno precipitare il quadro clinico, già precario, degli anziani. Ma non solo. «Con l’entrata in vigore dei piani ferie estivi, un diritto costituzionale e irrinunciabile per tutti i lavoratori, la forza lavoro attiva nei turni si riduce mediamente del 25-30 per cento - precisa Delli Carri -. Per colmare questa contrazione e mantenere aperti i servizi, le aziende sanitarie piemontesi ricorrono così alla richiesta di prestazioni aggiuntive, straordinari e frequenti salti dei turni di riposo per il personale già in servizio, portando il carico di lavoro a livelli estremamente complessi».
Sui Pronto soccorso l'impatto è severo, cioè grave. Il sindacato registra un incremento degli accessi stimabile tra il 10 e il 15%, in gran parte causato dalle ondate di calore che esacerbano le patologie della popolazione anziana e fragile «Questo aumento degli afflussi si scontra con il consueto accorpamento e la riduzione estiva dei posti letto nei reparti di degenza ordinaria. Il risultato diretto e l’aggravarsi del fenomeno del boarding: i pazienti stazionano sulle barelle dei Pronto soccorso anche per 48-72 ore in attesa di un ricovero, trasformando di fatto le aree di emergenza in reparti di medicina, gestiti da infermieri già sotto pressione».
Va da sè che una situazione di questo genere, al netto dei buoni propositi del ministero della Sanità, non disincentiva il ricorso ai gettonisti, anzi. Conferma Pierino Di Silverio, segretario nazionale del sindacato, questa volta medico, Anaao Assomed: «C’è un maggior ricorso all'utilizzo del personale esterno, pensionati e gettonisti, proprio per coprire i turni».
Vale in Piemonte come nel resto d'Italia. Una cosa è certa: è finito il tempo dell'emergenza estiva, con riferimento al caldo, e autunnale, per i virus respiratori. Ormai l'affanno riguarda dodici mesi l'anno.