giovedì 10 settembre 2026

da Il Fatto Quotidiano del 05/09/2026

In Ucraina gli 007 si sparano: la faida Yermak-Budanov

di Michela A. G. Iaccarino

 

Fuoco gialloblù contro fuoco gialloblù. È stato un fuoco tutt’altro che amico quello che, nel cuore di Kiev, il primo giorno di settembre, è esploso tra gli agenti dell’Sbu, i servizi di sicurezza ucraini, e quelli del Gur, l’intelligence militare del ministero della Difesa. Le tensioni, a cascata, arrivano direttamente dai vertici dell’apparato di sicurezza ucraino. Per Zelensky l’accaduto è “vergognoso”: servono provvedimenti e alcuni li ha già presi. Lo scontro a fuoco è scoppiato mentre l’Sbu tentava di sventare un presunto attentato orchestrato dall’fsb russo ai danni di Stepan Kaplunov, vicecomandante del Corpo dei Volontari russi (Rvc), la formazione paramilitare russa che combatte al fianco delle forze ucraine ed è subordinata all’intelligence militare di Kiev, il Gur. Secondo quanto riferito da Rvc, Kaplunov sarebbe stato rapito da ignoti nel cortile della propria abitazione. Ma a sequestrare il vicecomandante non sarebbero stati i russi, bensì proprio gli agenti dell’Sbu: questa accusa arriva dal comandante dell’unità speciale “Timur” del Gur, contro cui l’intelligence interna avrebbe aperto il fuoco mentre gli agenti erano disarmati. Gli agenti dell’Sbu che hanno perquisito l’abitazione del vicecomandante sarebbero intervenuti senza un mandato e avrebbero impedito al russo di contattare il proprio legale, Taras Borovskyi, che intervenuto in tv, ha riferito anche che alcuni membri del Gur sono rimasti feriti nel corso della sparatoria.

è stato rilasciato, ma si nasconde e nessuno sa dove si trovi. Tutto è accaduto il primo settembre. Ma Kaplunov, senza aver ricevuto alcuna spiegazione sulle accuse a suo carico, era stato arrestato già il 23 agosto. Per il suo legale anche la pista del presunto complotto russo non è altro che un alibi: “Un tentativo di giustificare quella che ho descritto come una detenzione extragiudiziale e un’operazione di pubbliche relazioni”. Lo aveva riferito il consigliere presidenziale Dmytro Lytvyn che Zelensky non avrebbe lasciato correre quanto accaduto; dopo aver convocato i vertici delle due unità coinvolte, ha destituito Oleg Khramov, capo del Dipartimento dell’sbu responsabile della protezione dei segreti di Stato. Anche il capo dell’ufficio del Presidente, Kyrylo Budanov, ha chiesto un’indagine “approfondita e imparziale”, ma lui potrebbe sapere molto di più di quanto dice o è emerso fin qui. Non è la prima volta che le rivalità tra Gur e Sbu – storicamente in competizione – diventano sangue e pallottole.

Un precedente risale al marzo 2022, quando il corpo del banchiere Denys Kireev fu ritrovato nel centro di Kiev con un proiettile ficcato nella tempia. Kireev aveva preso parte ai negoziati di pace tra russi e ucraini, era sospettato di doppiogiochismo, era un collaboratore del Gur – all’epoca guidato da Budanov. Ed è stato proprio lui a difenderne la memoria pubblicamente all’epoca: Kireev non lavorava per Mosca, anzi, aveva il merito di aver fornito informazioni sui piani di Mosca per l’invasione su vasta scala dell’ucraina. Ed è stato ucciso dall’Sbu.

Ieri Roman Chervinsky, colonnello del controspionaggio ucraino ed ex agente speciale, ha concesso un’intervista a Radio Nv pronunciando un nome preciso: quello dell’uomo che, per anni, è stato considerato il più potente del sistema Zelensky. Anzi, forse anche più potente del presidente: Andriy Yermak, costretto poi a lasciare gli incarichi dopo le indagini di Nabu e Sapo. Secondo Chervinsky, la situazione è diventata progressivamente più pericolosa a partire dal 2019-2020, quando Zelensky vince le elezioni e inizia a collocare nelle posizioni chiave dello Stato persone scelte non tanto “per competenze, professionalità e risultati”, quanto per la loro fedeltà e appartenenza alla cerchia più ristretta. L’attuale capo dell’sbu, Oleksandr Poklad ,è “uomo di Yermak”: sa perfettamente chi lo ha messo lì e sa che la politica la gestisce ancora lui. Secondo Chervinsky, infatti, l’ex braccio destro di Zelensky continua a esercitare un’influenza decisiva sui centri di potere di Kiev, ma lontano dai riflettori istituzionali. Ma oggi sulla poltrona che occupava Yermak c’è seduto proprio il capo del dipartimento avversario: l’ex capo del Gur, Budanov.