DIO GUARDA E AMA IN GRANDE
IMPARIAMO DA LUI
La «genealogia spaziale» del capitolo 10 é una lezione di universalità. Chi trova Israele nella mappa dei popoli? Dio pensa al mondo, alle donne e agli uomini, prima che al suo popolo. Il suo popolo è tutto il mondo in queste genealogie.
Per capire qualcosa della vita e della volontà di Dio occorre guardare e vivere in grande, nell'orizzonte dei secoli (cap. 5) e nell’orizzonte dei popoli (cap. 10).
Dio non si accontenta del nostro orticello, ma è il Dio di tutti i popoli, di tutte le gentil.
Israele spesso lo dimenticherà e sequestrerà Dio in mille modi, ma,
quando noi lo perimetriamo, Jahvé fugge (Ezechiele 11,22-23).
Preghiera
Signore,
«Tu conti i passi del mio vagabondare» (Sal. 569);
O Signare, sei stato il nostro rifugio
di generazione in generazione.
Prima che venissero alla luce i monti,
prima che nascesse l'universo,
da sempre Tu sei l'unico Dio.
Davanti a Te, Signore, mille anni
sono came il giorno appena trascorso,
equivalgono al turno di una sentinella.
Tu fai tornare l'uomo alla polvere
e gli dici: «Figlio di Adamo: torna alla terra!».
Li spazzi via come un sogno del mattino,
sono came l'erba che germoglia:
al mattino fiorisce e cresce,
a sera avvizzisce e si affloscia.
Siamo bruciati dal fuoco della Tua ira,
tremiamo di spavento per il Tuo furore
Tu poni le nostre colpe davanti a Te,
i nostri segreti alla luce del Tuo volto.
I nostri giorni passano nel Tuo sdegno,
i nostri anni fuggono come un sospiro.
La durata della vita é settant’anni,
i più robusti arrivano ad ottanta;
ma per lo più sono fatica ed affanno,
passano presto e noi ci dileguiamo.
Insegnami a contare i nostri giorni,
perché il nostro cuore diventi sapiente.
Volgiti verso di noi, o Signore
Fino a quando dovremo aspettarTi?
Abbi pietà dei Tuoi servitori.
Riempici del Tuo amore fin dal mattino
e vivremo nella gioia i nostri giorni.
Rendici ora la gioia per lunghi giorni,
quanti furono quelli della nostra afflizione,
gli anni trascorsi tra mille sventure.
Rivela ai Tuoi servi la Tua opera,
manifesta ai loro figli la Tua maestà
e mantieni su di noi il Tuo amore.
Rendi fruttuosa la nostra fatica
E convalida l’operato delle nostre mani (Sal. 90).
Signore, nessun «diluvio» fermerà mai la Tua «benedizione»... e il Tuo amore non si consuma, non viene meno. Il salmista ci parla della tua ira e del Tuo furore, ma noi sappiamo che Tu sei un Dio amico e misericordioso, che conosce tutte le strade per venirci incontro.
FRANCO BARBERO, 1990
2a Ed. di La bestia che seduce