INDIA
Minoranze religiose sotto pressione
Un documento segnala un aumento di violenze contro musulmani, cristiani e dalit.
Secondo un recente rapporto presentato dall'Indian American Muslim Council alla Commissione statunitense sulla libertà religiosa internazionale (Uscirf), nei primi mesi del 2026, le condizioni delle minoranze religiose in India hanno registrato un ulteriore peggioramento. Il dacumento segnala un aumento di violenze contro musulmani, cristiani e dalit, insieme a demolizioni di luoghi di culto, restrizioni legislative e campagne di incitamento all'odio.
Nel suo rapporto la Uscirf ha raccomandato per il settimo anno consecutivo di inserire l'India tra i Countries of Particular Concern per gravi violazioni della libertà religiosa, propenendo inoltre per la prima volta sanzioni mirate contro il Rashtrya Swayamsevak Sangh (Rss), organizzazione nazionalista induista vicina al governo guidato dal Bharatiya Janata Party (Bjp), e contro l'agenzia di intelligence Research and Analysis Wing (Raw).
Il rapporto documenta numerosi episodi di violenza di massa, tra cui il linciaggio di tre uomini musulmani nelle Stato dell’Assam e l'uccisione di una donna a Calcutta. Parallelamente, la cosiddetta politica della “giustizia del bulldozer” avrebbe portato alla demolizione di abitazioni musulmane, moschee e scuole coraniche in diversi Stati, in particolare Assam e Uttar Pradesh. Un gruppo internazionale di esperti ha definito alcuni di questi interventi una forma di “persecuzione sistematica”.
Un altro fronte riguarda la partecipazione politica. Secondo il rapporto, in West Bengal oltre 9 milioni di nomi sono stati rimossi dalle liste elettorali nell’ambito di una revisione straordinaria degli iscritti, con una forte incidenza sui cittadini musulmani. [ML]
da Confronti, settembre 2026