lunedì 12 ottobre 2026

da Pressenza del 09/10/2026

Sollèvati, la coscienza non si arruola

di Andrea Maccari, Mosaico di Pace



Lettera dei diciassettenni ai sindaci: difendo senza armi e scelgo la nonviolenza. La nuova campagna promossa da Pax Christi Italia.

Dalle parole si passa ai fatti: dopo mesi di contatti, elaborazione di documenti e costruzione di una solida rete di associazioni e movimenti, in autunno sarà presentata la campagna promossa da Pax Christi e Comunità dell’Arca. Rivolta ai diciassettenni, ma non solo, l’iniziativa ha ancora un titolo provvisorio ma già molto significativo: “SOLLEVATI. Difendo senza armi. Lettera dei diciassettenni ai sindaci: la coscienza non si arruola e scelgo la nonviolenza”.

La campagna parte il 24 ottobre alla Casa per la Pace di Pax Christi, a Impruneta, Firenze. Sarà presente anche Pietro Puccio, sindaco di Capaci, primo cittadino ad aver fatto propria l’iniziativa e ad aver sensibilizzato i giovani del suo comune su questa nuova forma di obiezione di coscienza. In un mondo vicino al baratro e di nuovo orientato a investire in armi, resta una domanda decisiva: siamo disposti a pagare il prezzo non solo per dire “no” alla guerra, ma anche per organizzare, finanziare e costruire la pace?

A rispondere subito sì sono state le associazioni e i movimenti che hanno già aderito – Pax Christi, Movimento dei Focolari Italia, Comunità dell’Arca, Mir, Missionari Comboniani – Gpic Italia, Agesci, Movimento Nonviolento Palermo – insieme ad altre realtà interessate, in attesa di formalizzare l’adesione dopo l’estate attraverso i rispettivi vertici nazionali: Acli, Cnesc, Cesc Project, Libera, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole, Emergency, Azione Cattolica, Caritas e Corpi Civili di Pace. Anche altre reti e associazioni sono state informate della campagna e ne condividono pienamente i valori. E alcune di queste potrebbero aderire in futuro.

Dall’idea iniziale di Enzo Sanfilippo (MdP, luglio 2026, pag. 34) ed Ermete Ferraro (Mir), il percorso si è allargato ad altre realtà sensibili al tema dell’obiezione di coscienza. A cominciare dall’area di lavoro “Giovani e obiezione di coscienza” di Pax Christi. Ne è nata, così, una riflessione comune sulle azioni da avviare subito per ampliare la proposta ad altri attori e prepararci alla gestione dei conflitti internazionali in cui siamo già, a vario titolo, coinvolti.

Di fronte all’ipotesi della guerra, la domanda più radicale è interiore: saremmo disposti a uccidere i nostri avversari? Dopo la sospensione della leva obbligatoria, i giovani non hanno più un’occasione specifica per confrontarsi con questo interrogativo, pur essendo iscritti d’ufficio nelle liste di leva e potenzialmente tra i primi chiamati alle armi in caso di reintroduzione dell’obbligo.

Quale contributo possiamo offrire, allora, alla soluzione dei conflitti in alternativa alla forza militare e a tutela della vita di tutti? È tempo di riprendere sul serio l’obiezione di coscienza alla guerra, indebolita negli anni dalla sospensione della leva. L’obiettivo principale è raggiungere i giovani con una proposta di “smilitarizzazione delle menti”, da contrapporre all’idea sempre più diffusa che la difesa coincida solo con le armi e con un riarmo senza fine.

Per raggiungere questo obiettivo, servono percorsi formativi essenziali: educazione alla pace e alla nonviolenza, memoria storica e narrazione culturale dei processi di pace, recupero della storia dell’obiezione di coscienza in Italia e nel mondo, attività nelle scuole e nelle parrocchie, formazione di giovani operatori di pace, strumenti didattici. Inoltre, sviluppare quanto esposto sopra anche attraverso dei laboratori permanenti di formazione diffusa di “operatori di pace” nei territori, a iniziare dalla disponibilità della Casa per la Pace di Pax Christi a Impruneta (Fi). L’offerta formativa si vuole rendere ancora più completa proponendo anche dei corsi di formazione on line.

L’obiettivo ambizioso della campagna ha imposto alla neo-rete la creazione di una struttura organizzativa di base: comitato organizzativo, segreteria, ufficio stampa/portavoce. Inoltre, si sta pensando, visto l’alto numero di adesioni e interessamenti, di utilizzare un processo di finanziamento della campagna come il crowdfunding.

Il 24 ottobre: un lancio per dare forza alla campagna. La presentazione del 24 ottobre vorrà essere il trampolino di lancio di una campagna ambiziosa, capace di riportare al centro il ruolo della società civile e di sostenere l’attivismo “dal basso”. Il coinvolgimento dei giovani sarà decisivo: a loro va ricordato che la leva militare oggi è sospesa, ma potrebbe essere reintrodotta. Per questo la campagna intende informarli, coinvolgerli e offrire loro strumenti concreti per scegliere la nonviolenza e la difesa senza armi. E con questa campagna viene introdotto un modo ufficiale per dire “non voglio fare la guerra”, voglio prepararmi alla Pace: scrivere una lettera al proprio Sindaco.

Una rete comune per dare voce ai giovani. L’intero percorso nasce dall’esigenza di offrire ai giovani strumenti per informarsi, riflettere e prendere parola. In un momento storico così tragico e pericoloso, segnato dal rischio di un allargamento dei conflitti, impedire una guerra globale richiede di unire le forze, valorizzare ciò che accomuna persone e organizzazioni diverse e riconoscersi in obiettivi condivisi. Sono già molte le realtà che, da anni e ogni giorno, lavorano per l’obiezione di coscienza, la nonviolenza attiva e l’educazione a una pace disarmata e disarmante. La nascente campagna vuole proprio andare in questa direzione.

Ripartire dai giovani e da un gesto concreto. Forse i nostri movimenti hanno perso il contatto proprio con questa generazione. E se molti giovani fossero stanchi di proclami pacifisti generici e aspettassero invece proposte concrete per dare voce al desiderio di pace che portano dentro? Ripartire da loro significa costruire un movimento etico intergenerazionale di opposizione alla guerra: senza questo passaggio, all’orizzonte sembrano restare solo il disastro e la catastrofe.

Il sostegno e la sollecitazione a entrare nel mondo giovanile con le loro visioni e proposte di un mondo migliore ci viene offerta anche dal Santo Padre, Leone XIV, che, in questo caldo agostano, ha sostenuto che «il Movimento, i gruppi, le comunità siano un trampolino da cui tuffarsi nell’intera realtà». Insieme si può!

Quali obiettivi della campagna?
• informare i cittadini diciassettenni, e non solo, della possibilità di esprimere un’obiezione di coscienza a tutti gli eserciti;
• proporre forme non armate e nonviolente di difesa;
• sostenere percorsi di resistenza nonviolenta, formazione, educazione e contro-informazione;
• contrastare l’idea che violenza, guerra e riarmo siano l’unica risposta possibile ai conflitti.