da Pressenza del 27/10/2026
Il rapporto tra criminalità organizzata e gestione dei rifiuti
di Giovanni Caprio
È stato dimostrato che la criminalità organizzata ha effetti significativi sull’economia, sulla democrazia e sulla società, influenzando negativamente le imprese, i Comuni, i servizi pubblici e la qualità generale della vita del pubblico.
Spesso nel mirino della criminalità organizzata, soprattutto in alcuni territori, finisce la gestione dei rifiuti. Infatti, quando i Consigli comunali vengono sciolti per infiltrazioni mafiose e i Comuni sono commissariati, la gestione dei rifiuti migliora sensibilmente, aumenta la raccolta differenziata e diminuiscono in generale i rifiuti. È quanto emerge dallo studio * di Lucio Masserini e Giulia Romano del Dipartimento di Economia e Management dell’Università di Pisa pubblicato sulla rivista Statistics and Public Policy.
La ricerca passa in rassegna i dati dal 2010 al 2021 di 5˙960 comuni italiani (circa il 74% del totale), in 88 dei quali il Consiglio comunale è stato sciolto per sospette infiltrazioni mafiose. I casi si concentrano in Calabria, Sicilia, Puglia e Campania, ma riguardano anche Basilicata, Emilia-Romagna, Liguria e Lombardia.
Secondo i ricercatori il miglioramento nell’arco di alcuni anni si dimostra evidente, con la raccolta differenziata che dal terzo anno dopo lo scioglimento comincia a crescere e tra il quinto e il settimo anno arriva addirittura a risultare più alta di 12 o 13 punti percentuali. Contestualmente, la produzione di rifiuti annui per abitante diminuisce di 50-60 chilogrammi e l’indifferenziato cala di circa 30.
I risultati mostrano che, a seguito dello scioglimento e della successiva riorganizzazione amministrativa sotto una commissione straordinaria nominata dal Governo, i comuni aumentano il tasso di raccolta differenziata e riducono la produzione di rifiuti, allineandosi agli obiettivi della gerarchia dei rifiuti dell’UE e sottolineando il legame tra infiltrazione mafiosa, cattiva gestione e peggioramento delle prestazioni ambientali nella gestione dei rifiuti urbani.
“Il primo anno successivo allo scioglimento – si legge nel report – il tasso di raccolta differenziata diminuisce, mentre sia i rifiuti totali pro capite che i rifiuti indifferenziati pro capite aumentano rispetto all’anno dello scioglimento. Questo andamento è coerente con una fase di transizione temporanea successiva allo scioglimento del comune, durante la quale le responsabilità amministrative vengono trasferite a una commissione straordinaria e la ristrutturazione organizzativa può temporaneamente interrompere l’erogazione dei servizi. Passando al tasso di raccolta separata, dopo questo periodo di adeguamento iniziale, emerge un miglioramento graduale e statisticamente significativo. A partire dal terzo anno dopo lo scioglimento, i coefficienti diventano positivi e aumentano costantemente in magnitudine, raggiungendo circa 12-13 punti percentuali al di sopra dell’anno di scioglimento entro gli anni dal quinto al settimo. Questo miglioramento costante suggerisce che il rinnovamento amministrativo e il rafforzamento della supervisione istituzionale potrebbero gradualmente tradursi in pratiche di smistamento dei rifiuti più efficaci. Un simile aggiustamento ritardato caratterizza i rifiuti non differenziati pro capite. Sebbene non si osservi alcuna riduzione immediata, si verificano cali statisticamente significativi diversi anni dopo lo scioglimento. La diminuzione stimata raggiunge circa 0,03 tonnellate pro capite (circa 30 chilogrammi per abitante) rispetto all’anno di scioglimento. Sebbene di entità inferiore rispetto agli effetti osservati per il tasso di raccolta differenziata, questo andamento è coerente con un graduale miglioramento delle pratiche di gestione dei rifiuti a seguito della ristrutturazione istituzionale. Nel complesso, le evidenze dinamiche suggeriscono che lo scioglimento dei Comuni non genera miglioramenti immediati nelle prestazioni; piuttosto, i suoi effetti si manifestano gradualmente nel tempo, in linea con un periodo di transizione istituzionale seguito da un aggiustamento strutturale”.
Quindi, se tutte e tre le variabili studiate – Tasso di raccolta differenziata, Rifiuti totali pro capite e Rifiuti indifferenziati pro capite – nelle amministrazioni municipali con infiltrazioni mafiose migliorano circa 4 o 5 anni dopo lo scioglimento del Consiglio comunale, significa che una gestione efficace dei rifiuti urbani è realizzabile in tutto il Paese, anche in aree precedentemente compromesse dalla criminalità organizzata.
Nei comuni con influenza mafiosa la gestione dei rifiuti si accompagna spesso alla ricerca di profitti e opportunità per aziende associate alla criminalità organizzata, che non di rado gestiscono discariche o impianti di incenerimento.
Di conseguenza, come si evidenzia nel report, la criminalità organizzata potrebbe avere interesse a ridurre la raccolta differenziata dei rifiuti, aumentando la produzione di rifiuti indifferenziati e totali e massimizzando i benefici derivanti dalle emergenze e dalla domanda di servizi di discarica e incenerimento.
“I risultati empirici – si sottolinea nello studio – rendono necessarie ulteriori iniziative politiche per identificare e gestire i colli di bottiglia nell’economia circolare e nella gestione efficiente dei rifiuti, nonché per rimuovere efficacemente gli ostacoli individuati. La criminalità organizzata può ostacolare il percorso di sviluppo sostenibile dei paesi fortemente colpiti dall’infiltrazione criminale. Dati gli effetti ritardati ma persistenti identificati nell’analisi degli eventi, gli sforzi politici dovrebbero concentrarsi non solo sul rafforzamento delle procedure di scioglimento, ma anche sull’accelerazione della transizione amministrativa post-scioglimento. Gli interventi politici dovrebbero tenere conto delle differenze regionali (Regioni meridionali rispetto a regioni settentrionali e centrali), nonché delle differenze strutturali tra aree urbane e rurali e tra comuni più grandi e più piccoli, al fine di arginare efficacemente la presenza e l’influenza economica della criminalità organizzata”.