Il manifesto, sabato 24 ottobre
«Attacco terroristico razzista». Allarme islamofobia in Francia
Un morto e cinque feriti nei comuni di Trappes e La Verrière. Preso l’attentatore
Anna Maria Merlo, PARIGI

La polizia sul luogo della sparatoria a Trappes, a sud di Parigi; a sinistra il sindaco Ali Rabeh – Foto Ansa
La Procura nazionale anti-terrorismo ha aperto un’inchiesta su un uomo di 39 anni, che ieri mattina ha sparato a raffica da un’auto in varie zone dei comuni di Trappes e La Verrière, a sud di Parigi, uccidendo un uomo di 26 anni e ferendo altre cinque persone, tra cui una bambina di 12 anni. Uno dei feriti è in pericolo di vita. La bambina ha ricevuto 8 colpi da arma da fuoco. Una «furia omicida», ha affermato il ministro degli Interni Laurent Nunez, «chiaramente un crimine terrorista». E razzista: l’uomo assassinato è nero, il ferito grave di origine maghrebina.
Trappes è un comune popolare di 34mila abitanti della periferia di Parigi vicino a Versailles, non lontana è La Verrière, con 6mila abitanti. La Procura anti-terrorismo parla di «assassinio di matrice terrorista, con la circostanza di fatti commessi in relazione all’appartenenza, vera o presunta, a una pretesa razza, etnia, nazione o religione determinata».
IN UN QUARTO D’ORA, prima di essere arrestato, l’uomo ha sparato contro una stazione di benzina-supermercato, una casa di cura e un’area giochi. L’uomo era già noto alla polizia per reati minori, ma non era schedato dai servizi. Il suo appartamento è stato trovato imbottito di esplosivi, con varie bombole di gas, i vicini sono stati evacuati.
L’attacco è avvenuto alla vigilia di una nuova giornata di manifestazioni e dopo una settimana di grande inquietudine in Francia, in seguito ai fatti del 17 ottobre e le scene di caos urbano a Parigi e in molte città francesi, che hanno occultato le ragioni della protesta di liceali e studenti. A soffiare sul fuoco dei disordini sono in particolare i media del gruppo del miliardario ultra-reazionario Bolloré, che puntano il dito accusatore sui francesi di origine immigrata e alimentano le divisioni.
IL SINDACO DI TRAPPES, Ali Rabeh, di Génération.s (sinistra ecologista) ha indicato che si tratta «probabilmente di uno dei primi crimini di massa a connotazione di fobia anti-islam e razzista»: l’uomo voleva «fare un massacro». Rabeh ha stabilito subito un legame con la situazione tesa del paese e i «discorsi stigmatizzanti contro gli arabo-musulmani», che «fanno dei morti». Rabeh, molto commosso, si è rivolto a «ministri, candidati alle presidenziali, deputati» e anche ai «giornalisti», che «attribuiscono tutti i mali di questa società agli arabo-musulmani»: «Siamo collettivamente responsabili di questa situazione», ha affermato, invitando a «una de-escalation».
Il sindaco di la Verrière, Nicolas Dainville (indipendente di destra), ha evocato «il clima di grandissima paura e spavento che viviamo attualmente».
Il presidente Macron, che in serata si è recato a Trappes, ha denunciato un «attentato terrorista razzista» esprimendo «profonda emozione» per questa «terribile prova». Il primo ministro, Sébastien Lecornu, ha parlato di «fatti molto gravi». Per Jean-Luc Mélenchon, candidato Lfi alle presidenziali, «il razzismo uccide». Un attacco «spaventoso» per la Verde Marine Tondelier, «nel contesto attuale penso che tutti sarebbero ben inspirati a dar prova di moderazione nella scelta delle parole». Per Raphaël Glucksmann, candidato social-democratico, «la Francia non è questo, non bisogna lasciare vincere il razzismo e il terrore». Fabien Roussel, segretario Pcf, aggiunge: «Come non essere profondamente arrabbiati dopo aver dato l’allarme senza tregua sull’odio diffuso dall’estrema destra».
MARINE LE PEN, che oggi ha previsto di dare il via ufficiale alla campagna per l’Eliseo con un meeting a Orléans, ha condannato un «atto barbaro». Questo attacco potrebbe avere un’influenza sui consensi che raccoglie la candidata del Rassemblement National, sempre in testa nei sondaggi? Finora, nulla sembra influire sul percorso dell’estrema destra per l’Eliseo. Le rivelazioni di Mediapart sulle ripetute affermazioni antisemite di Jordan Bardella, che si prepara a diventare primo ministro nel caso di una presidenza Le Pen, non hanno fatto calare i consensi. Macron è ormai destabilizzato e appare impotente a rispondere alla crisi sociale in corso, il governo è travolto dalla scelta della repressione poliziesca del movimento dei liceali e alle proteste. Il partito dell’ordine, a cui una parte dei cittadini fa appello dopo il caos del 17 ottobre, non è il potere in carica, senza maggioranza né incidenza: ormai è il Rn, che si compiace di avere risposte a tutti i problemi, basate sulla divisione della popolazione.