Domani, 11 ottobre 2026
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La cultura non va più di moda
Giuseppe Mazzoccoli
Ho letto con attenzione l’intervista a Silvia Bencivelli, che conoscevo seguendo il programma, e condivido appieno le sue risposte. La chiusura di Rai Scuola, l'unico programma che riuscivo a vedere in Tv, mi spiace molto. D’altronde non mi stupisce visto come le cose stanno andando nel mondo intero. La cultura non va più “di moda” d’altronde, non attrae più. Per rendersene conto basta fare zapping sui programmi Tv e se si è solo un po' più attrezzati di cervello non ci vuole molto per capire cosa fa share. Ma è sufficiente ascoltare alcuni dibattiti e alcuni personaggi del mondo politico che parlano a vanvera e che comunque dimostrano di non "conoscere”, quello che una volta si additava come discorsi da bar ma che tuttavia non sono più circoscritti al solo bar (come ebbe da osservare molto bene Umberto Eco).
Tutto attorno si muove per indurci a essere di basso livello, i social network tentano di darti una visione delle cose completamente minoritaria e priva di approfondimenti adeguati, il linguaggio stesso è stato modificato per amplificare la stupidità umana. Una battaglia contro la stupidità è una battaglia persa in partenza, ebbe a scrivere un commentatore. Da tempo sono scoraggiato da come stanno andando le cose e tuttavia non riusciranno mai a privarmi delle mie “curiosità” sulle cose della vita (…)
Quelle coscienze sopite degli italiani
Calogero Barranco
In Francia e in Spagna le questioni che hanno al centro la scuola e la casa hanno mobilitato migliaia di persone, scese in strada a protestare per questi due diritti fondamentali del cittadino. In Italia arriva l’eco di queste proteste, ma non sembra al momento suscitare spirito emulativo. Ci sono anche altre questioni che nel nostro paese dovrebbero portare a reazioni e proteste: la sanità e le tasse. Per la prima assistiamo da anni al progressivo deterioramento dell’offerta, basti pensare alle liste d’attesa infinite nel servizio pubblico. Per le tasse resta l’enorme problema dell’evasione fiscale e la profonda ingiustizia che vede pochi dipendenti e pensionati pagare per tutti. Queste due enormi questioni, oltre a quelle che hanno mobilitato francesi e spagnoli, dovrebbero svegliare le coscienze e smuovere gli italiani. Invece un profondo torpore sembra caratterizzare tutti noi e spingerci alla rassegnazione, alla rinuncia e alla fuga.