domenica 8 novembre 2026

da Internazionale del 30/10/2026

La protesta dei giovani

che non vedono il futuro

di Ine Roox, Nrc, Paesi Bassi

 

Poche risorse per l'istruzione, stipendi bassi e affitti inarrivabili.

"I politici investono nella guerra e tagliano tutto il resto", dice uno

studente. Intanto in molte città le scuole sono state occupate.

 

Francesca Lini ha 26 anni e ha una laurea in lingue. Non è sicura di

iscriversi anche alla magistrale.

"Mi chiedo a cosa mi servirà la laurea in mediazione linguistica. In Italia avereun'istruzione universitaria non è più un modo per emanciparsi, per arrivare da qualche parte", dice Lini durante una conversazione a Roma. Damiano Fusà, diciott'anni, frequenta l'ultimo anno di un liceo scientifico nonlontano dal Colosseo. Roma ha una splendida facciata dice, ma dietro la realtà èmeno rosea

"Cresciamo in un parco giochi per turisti in una città che per noi è troppo cara".

Lini e Fusà richiamano gli stessi problemi che sono all'origine di un malcontento diffuso anche in altri paesi europei

L'Italia fa fatica a gestire l'aumento dei prezzi dell'energia e del costo della vita.

Chi studia o ha cominciato a lavorare da poco ha enormi difficoltà a trovare unalloggio in affitto a Roma e a Milano. La laurea non garantisce più un impiegostabile. Ma anche chi lavora stenta a tenere il passo con l'aumento dei prezzi, perché gli stipendi non sono adeguati.

Fusà sta per finire il liceo. "Non vedo nessun futuro" ", afferma. "I nostri politici investono solo nella guerra e tagliano su tutto il resto". Questa assenza di prospettive spinge molti giovani a lasciare il paese.Nel 2024 le partenze hanno registrato i livelli più alti degli ultimi anni: 156mila italiani si sono trasferiti all'estero.

La frustrazione diffusa fa da sfondo a un'ondata di proteste partite dalle scuole e dalle università. E non sono solo i giovani a mobilitarsi. Nel sud dell'Italia gli autotrasportatori protestano contro l'aumento del prezzo del carburante, causando problemi di approvvigionamento nei supermercati.

Ma dopo gli scontri del 17 ottobre a Milano, durante i quali diversi negozi sono stati danneggiati e saccheggiati, il dibattito è dominato dai temi dell'ordine pubblico e della sicurezza. Ha colpito la

presenza di molti minorenni, anche giovanissimi, che non facevano parte del tradizionale movimento studentesco.

 Edifici fatiscenti

In una conferenza stampa a Roma, cinque rappresentanti degli studenti sottolineano che i saccheggi, pur coinvolgendo spesso gruppi diversi, sono un'espressione estrema delle stesse frustrazioni sociali che nutrono anche la loro protesta.

Anche se alcuni dicono di non condividerne le modalità, non condannano esplicitamente i saccheggi. Alle domande in merito rispondono criticando la politica e i "media mainstream", che secondo loro si concentrano solo sui danni,

ignorando le motivazioni alla base della protesta.

In realtà molte manifestazioni si stanno svolgendo in modo pacifico. Dall'inizio dell'anno scolastico in diverse città,

tra cui Roma, Torino e Firenze, gli studenti stanno occupando le scuole per sottolineare la mancanza di investimenti

nell'istruzione. Anche in Italia gli edifici scolastici sono fatiscenti, ci piove dentro e a volte i corridoi sono attraversati dai topi.