da Il Fatto Quotidiano del 08/10/2026
ADDIO BARBARA- (1946 – 2026)
La progressista “esiliata” in lotta per i diritti nella Fortezza Europa
di Salvatore Cannavò
Spinelli è morta ieri all’età di 80 anni dopo una malattia gestita riservatamente. È stata una giornalista dotata di un forte impegno civile, parlamentare europea dal 2014 al 2019 con la lista Tsipras, e dopo aver scritto per Repubblica – che ha contribuito a fondare – Corriere della Sera e La Stampa, è divenuta collaboratrice preziosa del Fatto Quotidiano. La sua lettura dei processi politici, sociali ed economici meriterebbe di essere studiata nelle scuole di giornalismo.
A questo rigore analitico, Barbara univa una mitezza e una gentilezza profonde che la portavano a schermirsi in appuntamenti pubblici. “Di lei colpiva – dice Daniela Padoan, presidente di Libertà e Giustizia e collaboratrice di Spinelli al Parlamento europeo – la commistione stranissima tra il rigore intellettuale, severo, e una dolcezza nel modo di aver a che fare con le persone. Ma anche la passione civile che le imponeva di rompere le retoriche”.
Barbara è stata la figlia di due giganti del Novecento, Altiero Spinelli e Ursula Hirshmann, conosciutisi al confino di Ventotene: il padre dello storico Manifesto, lui, una testimone dell’avanzata nazista in Germania, lei, attiva sostenitrice del progetto dei confinati di Ventotene.
da Il Fatto Quotidiano del 08/10/2026
L’euro-follia bellicista contro la Russia e la pistola di Cechov
di Barbara Spinelli
Vorrei parlare del nuovo bellicismo europeo e dei suoi fondamenti: l’ignoranza, la menzogna, l’avidità del complesso militare-industriale. L’ignoranza per prima, abissale e volontaria, di quel che vuole ed è la Russia, di quel che sono gli Stati dell’est europeo usciti dall’Urss con un pensiero dominante: vendicarsi della Russia.
E se possibile smembrarla, come sostenuto da Kaja Kallas, Alto rappresentante della politica estera dell’Ue, ex premier nota per l’oppressione in Estonia delle minoranze russe.
E ancora: ignoranza della guerra degli ucraini, di come l’hanno persa nonostante fosse stata preparata fin dal 2014, e poi condotta, dai servizi e dai militari Usa. La verità è che Trump sta gestendo la prima grande sconfitta occidentale contro una potenza nucleare (anche la guerra dei dazi è gestione di una sconfitta). L’Occidente intero è alle prese con una disfatta, anche se l’Europa occidentale si benda gli occhi e fa finta di niente.
Certo, all’inizio fu legittima resistenza all’invasore, ma le cose sono cambiate. Si moltiplicano i reportage, anche ucraini, sulle diserzioni dei giovani, su una generazione perduta, sugli arruolamenti forzati: ti acchiappano per strada con un bus e ti sbattono al fronte o ti riempiono di botte (si chiama bussificazione). Nella Resistenza non succedeva. Infine la bugia sull’Ucraina compatta: è invece divisa, col Donbass che parla russo (lingua proibita dal 2019) e anche se non approva Putin resta etnicamente russo.