Corre notizia che questo Natale nella culla troveremo un certo Silvio. È nato il salvatore. Gli italiani (ancor più le italiane) vanno pazzi per lui, ma su Alitalia si sta compiendo un'operazione che peserà enormemente sulle spalle dei cittadini. Curzio Maltese legge a chiare lettere il disastro su Venerdì del 5 settembre: "Il caso Alitalia è una truffa quasi più spettacolare. In campagna elettorale la singolare alleanza fra Berlusconi e i sindacati ha fatto fallire l'accordo con Air France. Gli argomenti: lo Stato guadagnava troppo poco dalla vendita; duemila licenziamenti (in gran parte prepensionamenti) erano intollerabili; altrettanto inaccettabile era i ridimensionamento dei Malpensa. Ora il governo presenta il nuovo piano. Prevede la fusione fra le indebitatissime Alitalia e AirOne, ma col trucco della divisione in due compagnie, una "buona" e una "cattiva". La buona verrà regalata a una cordata guidata dal bipartisan Roberto Colaninno. La cattiva se l'accollerà lo Stato, che, invece di guadagnarci poco, ci rimetterà moltissimo. I licenziamenti passano da duemila a settemila. Malpensa verrà ridimensionata. E i sindacati? Storcono la bocca, ma non minacciano più scioperi, come ai tempi di Prodi. I consensi di Berlusconi crescono nei sondaggi. Il Paese corre verso la catastrofe, finalmente con una maggioranza solidissima. La voteranno in massa anche alle prossime elezioni in primavera, magari turandosi il naso".
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