Se lo dice lui, uno dei fedelissimi c'è da credergli: "Sivio, mi hai fatto vomitare".
Carmelo Lopapa su Repubblica del 9 ottobre ci fornisce una cronaca interessante: "Ora voglio proprio vedere se questo è davvero il partito delle libertà, se è possibile dissentire, criticare il leader, come in tutti i paesi democratici. Sto a guardare, per ora, non esco. Diciamo che sono in crisi di coscienza". In Transatlantico si racconta già che è un "ribelle", in fondo come la figlia Sabina, che deve chiedere scusa a Berlusconi. Il fatto è che questa volta a ribellarsi, ad abbattere il muro della "fedeltà" costruito in 15 anni di militanza politica e culturale alla corte del Cavaliere, è il padre, Paolo Guzzanti, ex senatore, ex presidente della discussa commissione Mitrokhin, oggi deputato del Pdl ed editorialista del Giornale. Lui, chiuso nella sua abitazione romana dopo l'affondo via blog, passa il tempo rispondendo alle telefonate di solidarietà. Dei suoi colleghi di partito.
Intanto veniamo a sapere dallo stesso onorevole Guzzanti: "Il 26 agosto criticai la politica di Berlusconi in sostegno della Russia: tre ore dopo non avevo più la scorta". Capite perché Berlusconi e Ratzinger se la intendono? O con me o cotro di me
Presto Guzzanti tornerà all'ovile
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