Il viaggio del papa è una scelta di coraggiosa e obbligata diplomazia.
Il papa sente la necessità di riparare, cioè porre rimedio alle numerose gaffe che si è fatto verso gli ebrei e musulmani. In qualche modo è stata compromessa l'immagine del vaticano e della chiesa cattolica ufficiale e Ratzinger vuole tappare le falle.
Lo svolgimento di questo viaggio sta dimostrando l'accortezza, la "furbizia" diplomatica mille miglia lontana dalla profezia evangelica. Il papa sta ripetendo sensati luoghi comuni tentando, nei limiti del possibile, di dare un colpo al cerchio e uno alla botte. Tutto rimarrà come prima, anche perchè i viaggi papali sono spettacolo e richiamo all'ordine per i cattolici.Le declamazioni e la retorica non producono progetti. Ma per la diplomazia vaticana è centrale riuscire a "fare bella figura".