venerdì 5 giugno 2009

FINO ALLA FINE DEL TEMPO

Commento alla lettura biblica - Domenica 7 giugno 2009

16 Gli undici discepoli, intanto, andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro fissato. 17 Quando lo videro, gli si prostrarono innanzi; alcuni però dubitavano. 18 E Gesù, avvicinatosi, disse loro: «Mi è stato dato ogni potere in cielo e in terra. 19 Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo, 20 insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo». (Mt. 28, 16-20)

Non mi soffermerò a commentare il senso della parola "trinità" che diventò un dogma che "rese apparente il monoteismo cristiano" (Mauro Pesce). Non ci sono tre dei, ma il Dio biblico si manifesta attraverso "il figlio" e ci accompagna attraverso il Suo soffio di amore, che chiamiamo "spirito santo". L'unico Dio si manifesta a noi in modi diversi. La "simbolica trinitaria" è davvero molto significativa. Ne ho parlato in modo diffusissimo nei commenti degli anni passati e nel mio libro "Olio per la lampada" pagg. 120-137. Infatti "non si deve supporre che tali formulazioni rispecchino la cristologia elaborata più tardi a Nicea" (Douglas Hare, Matteo, Claudiana pag. 340), fino a Costantinopoli e Calcedonia. A tali scritti rimando chi legge queste righe per non confondere Dio con Gesù.

- Intanto Gesù riconosce che tutto viene a lui dal Padre. Il nazareno non pone se stesso all'origine della sua missione. Siamo quindi discepoli di un maestro e di un profeta che ha fondato la sua vita sul riferimento a Dio: "Tutto mi è stato dato". Nei secoli successivi l'accento si spostò sui "poteri" di Gesù e così si travisò il senso del testo e si dette avvio ad una lettura trionfalistica - divinizzante di Gesù per poi autorizzare una lettura altrettanto trionfalistica del cammino storico della chiesa. Che grave travisamento...

- Questo testo, sicuramente redazionale e successivo a Gesù, è però testimone in qualche modo del fatto che il movimento delle origini si pose presto in atteggiamento di apertura verso tutte le nazioni, pur essendo interno al giudaismo del suo tempo. Aprirsi, non credersi detentori dell'unica e totale verità resta una "sfida" che la nostra chiesa a livelli ufficiali non sa ancora raccogliere. Noi non siamo semmai chiamati a testimoniare una strada, uno stile di vita, non a definire delle verità. In questi giorni abbiamo sentito una voce profetica da Obama. Il suo discorso al Cairo è davvero il battesimo di una politica nuova per tutti i popoli. E' la voce che manca alla nostra istituzione ecclesiastica, ma trova eco profonda nel cuore di tantissime donne e uomini di diverse tradizioni religiose e culturali.

- "Fino alla fine del tempo": lasciamo al nuovo testo della traduzione autorizzata dai vescovi la vecchia ed errata traduzione "Fino alla fine del mondo". Dio rende Gesù compagno di viaggio, ispiratore del nostro cammino fino alla fine del tempo che ci è dato. E noi esperimentiamo la solidità di questa promessa quando scopriamo che anche oggi, in un mondo ed in un contesto totalmente diversi dalla Palestina di duemila anni fa, il messaggio di Gesù conserva una straordinaria attualità. La "provocazione" del nazareno resta intatta. C'è davvero qualcosa di inspiegabile in questa freschezza del suo messaggio. La figura di Gesù, nei suoi tratti storici essenziali, non cessa di essere calamitante per milioni di uomini e donne, specialmente fuori dai perimetri ufficiali di quelle chiese che lo hanno ridotto ad una "immaginetta dogmatica" che sa di museo e puzza di mummia.

Grazie, o Dio

Grazie, o Dio,

perchè sento che Gesù

è vivo.

Se lo faccio uscire

dalla prigione dogmatica,

egli diventa quale fu:

un profeta mite e scatenato,

un maestro di vita,

il testimone del Tuo amore.

Per noi,

che ci diciamo cristiani/e,

egli è il cartello indicatore

della strada che porta a Te.

Sapremo seguirlo?

Tu vieni incontro

alla nostra debolezza

e ci incalzi come un vento,

come un vento di amore,

di giustizia e di solidarietà.