Riporto qui la mia dichiarazione di voto rilasciata a Micromega 2009/3.
Alle prossime elezioni per il parlamento europeo voterò Partito Democratico.
In un partito si sta sempre piuttosto allo stretto, anzi molto allo stretto. Ma per uno come me, che ha deciso di rimanere addirittura dentro la Chiesa cattolica (sia pure con grande libertà ecumenica), l'operazione non è impossibile.
Si fa politica tutti i giorni e su molti terreni, ben oltre il partito che si vota. Per il Pd è uno dei luoghi e degli strumenti del mio agire politico. Voto Pd per dare un contributo perché avanzino al suo interno una cultura e una politica della laicità, tuttora tanto contrastate non solo dalla corrente clericale di Binetti e soci.
Sto dentro e voto Pd perché cresca una prospettiva "ecumenica" in cui la pratica delle alleanze ritorni a prendere corpo senza sminuire l'esigenza del ruolo centrale di un grande partito di centro-sinistra. Voglio dire che, mentre voto Pd, mi auguro che non vadano persi i voti dell'Italia dei valori, della Sinistra e libertà di Vendola e di Rifondazione comunista.
Voto Pd perché credo che occorra creare dal basso un partito popolare, cioè inserito nel territorio, legato alla vita quotidiana della gente, arcobaleno e intreccio di esperienze e di cultura.
Non da ultimo, voto Pd perché in esso trovo, accanto a evidenti contraddizioni-ambiguità-ritardi, molte persone di cui apprezzo l'onestà personale, la competenza, la passione e le prospettive.