Limpero capitalista e liberista conoscerà (e sta già conoscendo) il medesimo declino destinato a tutti gli imperi che non hanno saputo seguire i ritmi di sviluppo, ritenendo fattibile proseguire con un progresso materializzato che scavalca luomo e lo rende schiavo di bisogni inesistenti.
Il simbolo stesso dello strapotere americano (specialmente fino alla dinastia dei Bush) significato da
Wall Street; quindi l'ascesa economica e finanziaria della Cina, i forti movimenti di sinistra in America latina, l'affermazione della diplomazia indiana testimoniano, a vario titolo, lo sconvolgimento delle relazioni internazionali.
Notizie che riguardano più la sociologia e lantropologia che leconomia, testimoniano di una ricomposizione nelle relazioni internazionali: la fine dell'egemonia occidentale che si era imposta nella prima metà del XIX secolo. L'attuale cedimento del sistema finanziario non può che accelerare il ripiegamento occidentale. Per una di quelle ironie di cui la storia è maestra, tutto questo avveniva meno di due decenni dopo la disfatta del «campo socialista», guidato dall'Unione sovietica, e l'apparente trionfo dei principi dell'economia liberista.
Oggi si celebra la fine dell'egemonia occidentale.
Il mondo sarà multipolare?
Senza dubbio gli Stati uniti manterranno, ancora per molti anni, un ruolo preminente, e non solo sul piano militare. Dovranno tuttavia tener conto dell'emergere di centri di potere a Pechino e a Nuova Delhi, a Brasilia e a Mosca.
Comunque sia, gli stati di cui si era previsto il crollo sotto i colpi della globalizzazione, hanno occupato di slancio il loro posto al sole.
Cina, India, Russia, Brasile manifestano le proprie ambizioni e contestano un ordine internazionale che li marginalizzava. Altri paesi con aspirazioni più limitate, dall'Iran al Sudafrica passando per Israele, le nazioni sudamericane, l'Indonesia, nonché le nazioni emergenti del nord-Africa difendono con determinazione i loro interessi «egoistici».
Nessuno di questi stati è animato da un'ideologia globale, come lo era l'Unione sovietica. Nessuno si presenta come un modello alternativo.
Il mondo monopolistico occidentale, viene pressato da una nuova geopolitica caratterizzata dal moltiplicarsi di protagonisti autorevoli, diventati fortissimi anche economicamente, grazie proprio alla globalizzazione che avrebbe dovuto confermare la guida mondiale delloccidente pilotato dagli USA.
Essersi ritrovati, nel momento più sbagliato, affiancati a titolo di sudditanza agli USA di Bush e alle sue guerre, ha caratterizzato una politica estera italiana di dipendenza e proprio con il perdente; solo un interesse personale, estraneo agli interessi nazionali, poteva far scivolare lItalia nella condizione di sudditanza, con esproprio di parte del territorio nazionale per trasformarlo in base militare operativa, dotata di armamenti nucleari e bombardieri a lunghissima percorrenza.
Linteresse personale ci fu (movimentando 6,5 miliardi di dollari come finanziamento privato a talune ben identificate aziende italiane in odore di fallimento) , in occasione dellinvio del contingente militare il Iraq, in una sedicente missione di pace, ma vigente il Codice Militare di Guerra, agli ordini del comando inglese dichiaratamente in guerra; spedizione di pace che costò la vita a 19 soldati italiani in una azione di guerra svoltasi contro una missione di pace.
Oggi, nel piene regresso economico delloccidente, restiamo la sola nazione ancora legata alla iniziale impostazione liberista, malgrado si sia dimostrata fallimentare.
Mentre le altre nazioni occidentali (con USA in testa) hanno compreso gli errori e stanno mutando rotta, in Italia prosegue la navigazione a vista, avente come obiettivo immediato la salvaguardia personale del premier che scavalca tutti i problemi di una società in disfacimento, sia economico che etico e anche culturale.
Lo stravolgimento dei valori insiti nelluomo ha modificato tutta larchitettura dello sviluppo umano, confinandola dentro un mondo materiale, a senso unico, che ha inglobato nei suoi ingranaggi anche le coscienze.
In questa nuova architettura cè una frattura verticale che separa il mondo Occidentale, che del progresso tecnologico ha fatto il fulcro della sua storia contemporanea, dal resto del mondo; dalla parte occidentale cè una società massificata, dedita al capitalismo più sfrenato, in grado di condizionare lautonomia dellindividuo; dallaltra parte il resto del mondo, che non riesce a percepire di essere diventato ostaggio della prima in una corsa insensata verso il progresso, identificato esclusivamente con il progresso della tecnologia.
La società occidentale capitalistica ha ridotto ogni valore a merce di scambio, a bene di consumo, con le leggi delleconomia e del profitto che vengono privilegiate nei confronti delle leggi della natura, della pacifica convivenza e della solidarietà fra tutti i popoli.
Le idee e, quindi, le ideologie, hanno perso il loro peso sulla coscienza, sostituite con lanti-idea della modernità; una modernità che ha colpito al cuore le coscienze, iniettando una fede cieca in una tipologia di ragione che, pretendendo di rendere gli uomini padroni di sé e della natura, li ha precipitati in un baratro irrazionale. La conoscenza scientifica si è ridotta ad una mera ricerca quantitativa, molto attenta alla correttezza formale, ma non ai contenuti, diventando, così, uno strumento della società capitalistica, che ha incarcerato nei suoi ingranaggi le coscienze e con esse lo sviluppo della centralità delluomo.
La frattura verticale della nuova architettura dello sviluppo si aggrava ulteriormente, in quanto inizia il percorso con lesercitare il dominio delluomo sulla natura, ma sfocia, ineluttabilmente, nella volontà di dominio delluomo sulluomo, della struttura individuale sulla struttura sociale. Anche la cultura ha smarrito la sua autonomia e si è trasformata in una industria culturale, che sfrutta ogni bene solo a fini commerciali e soffoca ogni libertà di scelta e di analisi individuale; prevale la dittatura del pragmatismo capitalistico, che dà valore solo a ciò che ha successo commerciale, diventando prezzo.
Lalternativa all industria culturale, che stratifica ogni manifestazione culturale in una categoria omogenea e acritica, resta il Nuovo Umanesimo, testimone dellesistenza, nel cuore degli uomini, di qualcosa che non si può piegare alla volontà di potenza del mondo capitalistico, di qualcosa che è sopravvissuto alla stratificazione massificante degli interessi materiali.
Rosario Amico Roxas