Martedì 12 ottobre il generale di corpo d'armata Vincenzo Pelvi ( che è arcivescovo militare ed ha celebrato la messa del funerale nella basilica romana di Santa Maria degli Angeli) ha definito i soldati morti nella guerra di invasione dell'Afghanistan "profeti del bene". Stomachevole a dir poco.
Va ogni rispetto per chi muore e per il dolore delle famiglie che hanno urlato la loro protesta contro lo spettacolo, ma la menzogna e la retorica costituiscono l'occultamento della verità di questa guerra infame e spietata.
Ma poi non è vergognoso che ci sia un arcivescovo con i gradi di generale? E' "la chiesa in armi", come la chiamano in vaticano. Che babele, che prostituzione, che schiaffo al Vangelo e alla laicità dello Stato..... E chi ci garantisce che questi militari fossero tutti cattolici e volessero questo spettacolo religioso in pompa magna? La gerarchia cattolica, istituzione anch'essa militarizzata, approfitta di ogni cadavere per montarci su un lugubre spettacolo e per far bella mostra di sé.