giovedì 7 ottobre 2010

PREGHIERA

Ho imparato che pregare sarebbe oggi per me

partecipare alla vita e all’angoscia di tutti,

questa è la via che ho trovato alla preghiera,

ma non pretendo che così deve essere per tutti,

c’è chi prega nella solitudine,

c’è chi prega intensamente nella propria circostanza,

c’è chi prega nella contemplazione del chiostro,

per ognuno riserva Dio una via e un tempo.

Ho imparato a pregare con delle povere parole adombrate

nel mio lento vivere i giorni e le passioni,

quando il freddo ha eroso la mia carne,

quando il caldo dell’estate annunciava i giorni felici,

quando ho pianto in silenzio straziato dal dolore,

quando la gioia riempiva le mie mani di fremiti,

per trattenere l’avanzare delle ombre e riempire i vuoti,

per partecipare all’amore universale riservato

in ogni creatura da Dio,

per collaborare alla vita e fasciare le altrui ferite:

pregare la preghiera infinita di Cristo,

vivere per morire e risuscitare

verso il futuro di Dio e del creato.