sabato 4 dicembre 2010

E LUI SI UCCIDE

“Il vescovo di Orvieto aveva appena dato il suo ok, l’ordinazione era fissata per il 7 dicembre. Ma poi la santa sede ha detto no: Luca Seidita, 29 anni, non è stato ritenuto “maturo” per diventare sacerdote, il suo sogno di una vita. E così il diacono di origini pugliesi, dopo essere andato mercoledì a Roma per risolvere la situazione, invano, al ritorno dalla Capitale si è ucciso gettandosi dalla Rupe Orvietana. Nella sua stanza è stata trovata una lettera. «Volevo diventare sacerdote -si legge- tutta la mia vita è stata dedicata a questo. Mi è stato negato». Il vescovo di Orvieto ha parlato di «divergenze di valutazione», forse dovute a una scarsa propensione e allo studio (che già aveva fermato il passaggio a diacono), colmata, però, dalla «voglia» di fare il prete. La sala stampa vaticana si è limitata a precisare che i motivi per cui non viene impartito un sacramento non possono essere resi pubblici.” (La Repubblica, 2 dicembre).

 Ovviamente l’ultima cosa che si possa fare è credere a ciò che dice il vaticano, abitualmente bugiardo.

Resta il fatto che ancora una volta si ricorre al “segreto” e un vescovo, da povero caporale di giornata, si piega ad un ordine vaticano. Ma voi vescovi non avete quel pizzico di coraggio per prendervi le vostre responsabilità o continuerete ad essere sottomessi al faraone romano? Ma dov’è la vostra dignità di “episcopi”? Siete solo esecutori.