Dalle carte non più segrete emerge come Washington sia ancora prigioniera del mito della propria preminenza. Ma sembra che nel mondo questa prerogativa sia loro riconosciuta sempre di meno. "La classe dirigente americana, di cui il personale diplomatico è espressione, crede ancora di rappresentare il governo mondiale… Governo di cosa, quando l'unico strumento che sembra rimasto nelle loro mani è la delinquenza dei loro apparati di intelligence e l'impronta del loro potere militare? Questa carte, e i sentimenti che le animano, significano veramente che siamo entrati nell'epoca post-americana" (Giuseppe Arlacchi, L'Unità del 1° dicembre)