giovedì 10 marzo 2011

LO SCANDALO DI UNA CHIESA PRORPIETARIA (da Adista)

Sul versante ecclesiale, invece, l'iniziativa del gruppo romano del movimento Noi Siamo Chiesa, che punta il dito contro gli sfratti che si apprestano ad attuare nei confronti dei loro affittuari molti enti ecclesiastici e religiosi.

Sfratti per lo più non per morosità, ma per fine locazione: scaduto il contratto, il canone di affitto viene raddoppiato, e talvolta anche triplicato – soprattutto negli immobili nel centro storico di Roma, dove la Chiesa è proprietaria del 25% dell'intero patrimonio immobiliare -, così da costringere l'inquilino ad andare via, spesso dopo decenni trascorsi in quella casa e senza una soluzione alternativa (v.Adista nn.39 e 79/7; 7,81 e 90/08).

"Come cristiani adulti, non possiamo più tacere sullo scandalo che stanno vivendo nei quartieri della nostra città molte famiglie, dove il volto solidale della Chiesa che è in Roma viene nascosto dietro l'obiettivo di massimizzare i profitti derivanti dell'immenso patrimonio immobiliare di enti religiosi e dello stesso Vaticano (Ior, Apsa, Propaganda Fide, solo per citare i maggiori)", si legge nel volantino distribuito a piazza Navona lo scorso 27 gennaio. "E' in corso in modo frazionato, ma progressivo, un'azione di sfratti a larga scala che spesso colpisce persone in stato di bisogno, oppure famiglie in difficoltà, invogliate negli scorsi anni a investire in opere di ristrutturazione sotto la promessa di rinnovi contrattuali periodici. Non possiamo più tacere e non denunciare che questi provvedimenti vengono adottati prescindendo da qualsiasi accertamento sull'effettivo stato di bisogno, sulla reale possibilità delle famiglie sfrattate di fare fronte ai maggiori oneri, senza avere tentato di concordare con esse soluzioni alternative con spirito di solidarietà umana e cristiana troppo spesso citata, ma di fatto ignorata"

Nei mesi scorsi più volte Noi Siamo Chiesa ha interpellato il Card. Agostino Vallini, vicario del papa per la diocesi di Roma, ottenendo assicurazioni che gli enti ecclesiastici non avrebbero eseguito gli sfratti. "Questo purtroppo non risponde ai fatti di questi giorni", replica il movimento. Alla Chiesa di Roma "chiediamo con forza, come credenti, di porre fine a queste azioni" e di "assolvere a quel ruolo essenziale di testimonianza della carità", altrimenti "la Chiesa istituzione risulterà arricchita finanziariamente, ma gravemente pregiudicata nella sua missione di luce del mondo".

Luca Kocci