Il Vaticano ha messo in piedi una nuova inquisizione. I vescovi locali fungono da controllori dellortodossia e decidono in stretto collegamento con il Vaticano. Ciò riguarda specialmente il mondo dei preti che in questi ultimi anni si è dimostrato il più irrequieto. Qua e là singoli preti o a piccoli gruppi hanno espresso un dissenso sui problemi della morale (gay e lesbiche, contraccezione, aborto, fine vita) o più raramente su alcuni punti del dogma. Immediatamente vengono censurati e quasi sempre rimossi. Quando sostengo che il Vaticano è il primo persecutore dei cristiani adulti non esprimo un parere ostile, ma esamino dei fatti che compaiono con precisa documentazione anche nel mio blog.
Ormai la gerarchia vaticana concepisce la chiesa cattolica come un esercito agli ordini del capo supremo.
Non cè che da continuare a disobbedire.
A me la maledizione vaticana non ha tolto lappetito, non ha limitato il ministero.
Così pure non mi ha mandato in depressione, non mi ha portato via la passione per il Vangelo, non mi ha potuto spegnere la fede. Mi ha sollecitato a costruire un cammino di fede e una pratica pastorale più profondi e più liberi. Si tratta, in verità, di vivere la disobbedienza ecclesiastica per obbedire al Vangelo.