Una democrazia che disprezza la politica, il confronto, il dibattito e lindispensabile scelta del bene comune, non può essere identificata come democrazia, ma come degenerazione della stessa, perché si serve di una maggioranza democraticamente eletta, per imporre un pensiero unico e valori/interessi personali inh contrasto con il bene comune.
Il programma di cambiare la Costituzione, per fortuna, avrebbe un iter molto lungo e, certamente fallimentare, ma serve per giustificare i primi radicali cambiamenti che non necessitano di sconvolgimenti costituzionali; così viene condotta avanti la prima e più importante delle riforme, che mira a destabilizzare la magistratura e gli organi di controllo come la Corte Costituzionale, in quanto ultimo ostacolo allesercizio arbitrario del potere.
Con il trionfo dellegolatria del governante, vengono reclamate le esigenze soggettive come diritti, anche se palesemente contro i diritti dei governati, trascurando che viene alterato il rapporto tra diritti e doveri, questi ultimi eliminati in nome e per conto di un consenso popolare carpito con la malafede.
Si apre uno scenario desolante nel quale la società civile dei governati viene travolta dalla perdita della memoria circa un recente passato, mentre non emerge consapevolezza del presente e progettualità per il futuro.
Rosario Amico Roxas