martedì 12 aprile 2011

IL PIANO SILVIO-MARSHALL

Il nostro mitico primo ministro, ogni volta che si trova di fronte ad un emergenza, tira fuori dalla manica della sua insuperabile faccia di bronzo l'asso da baro del piano Marshall. In origine, un massiccio investimento in aiuti economici che servì all'amministrazione degli Stati Uniti del dopoguerra per pilotare la ricostruzione nell'Europa occidentale, in modo da garantire l'egemonia economica e politica statunitense in Occidente nel secondo dopoguerra. Di questo celebre progetto, Berlusconi, probabilmente conosce solo il nome e al massimo un riassuntino da reader's digest ma si propone di ripeterne le gesta ogni volta che gli serve uno slogan roboante per coprire la sua insuperata incapacità di affrontare uno solo dei problemi che affliggono il nostro paese. Il suo piano Marshall per risolvere l'emergenza profughi, questa volta, è nella versione piccola. Prevede una sua prima fase turistica: acquisto di stupenda casa sul mare smeraldino di Lampedusa alla faccia dei poveracci e disperati migranti che dormono per terra, costruzione di campo da golf diciotto buche con annesso impianto nucleare per la desalinizzazione dell'acqua di mare allo scopo di mantenere in stato impeccabile il green del campo da golf. Quindi massicci aiuti a casa loro a tutti i cittadini dei paesi nord africani ed ex colonie italiane per trasformarli in ricchi turisti che tornino ad invadere Lampedusa, al fine di spendere nel nuovo resort, premio Nobel per la pace turistica ideato dal Cavaliere, tutti i soldi creati nelle loro tasche dal nuovo piano Silvio Marshall rinominato a futura memoria Piano Berlusconi-Marshall ( in ordine alfabetico).