Un celebre versetto di un salmo di Davide recita: «Il custode degli sprovveduti è il Signore».
Il cretino è persona affetta da scarsa intelligenza delle cose, da ridotta o nulla capacità di discernimento. Se accogliamo queste definizioni di cretino, non vi è alcun dubbio che il cretino sia uno sprovveduto e di ciò non abbia colpa o responsabilità; per tanto una tale persona potrà contare sulla tutela del Santo Benedetto che, nella sua predilezione per gli ingenui, gli accorderà la sua protezione. Ma nell’incurabile caso del ministro Brunetta, persino il buon Dio getterebbe la spugna. Il tempestoso ministro è cretino per arroganza, per vocazione, revanscismo, frustrazione e può esprimere il suo talento di cretino a tempo pieno, perché è ministro di un governo in cui l’essere cretino per professione o per natura, è suprema virtù. E come potrebbe essere diversamente?
I governi di questo centro-destra berlusconiano, sono stati e sono sorretti in misura assai significativa dall’ostinazione credulona di folle di cretini alleati in un micidiale sodalizio con furbi, disonesti, speculatori, mafiosi, ladri, corrotti, corruttori, servi, venduti, alleanza legittimata da cretini sapienti che hanno disquisito puntigliosamente sulla necessità che l’opposizione dialogasse democraticamente con una patologia antidemocratica. Al punto in cui siamo arrivati, non possiamo certo sperare nella resipiscenza di quanti consapevolmente hanno voluto lo scempio che ci ha trascinati nella vergogna. Possiamo solo sperare di provocare un sussulto di intelligenza nei cretini sprovveduti con le parole del grande Totò: «Lei è cretino! Si informi!».