ROMA - Il giudizio è tranchant. «Non è un grande filosofo, né un grande teologo, anche se generalmente viene rappresentato come tale». Il giudice è arcinoto, il giudicato anche. L' opinione ben poco lusinghiera, infatti, è dell' intellettuale e scrittore italiano Umberto Eco, ed è riferita nientemeno che al papa. Il verdetto senza appelloè un brano dell' intervista che l' autore de Il nome della rosa ha rilasciato al quotidiano tedesco Berliner Zeitung, nell' edizione ieri in edicola. «Le sue polemiche, la sua lotta contro il relativismo sono, a mio avviso, semplicemente molto grossolane - ha commentato Eco, riferendosi a Benedetto XVI - nemmeno uno studente della scuola dell' obbligo le formulerebbe come lui. La sua formazione filosofica è estremamente debole». Per argomentare il suo giudizio Eco fa riferimento proprio alla questione del relativismo. «In sei mesi - ha dichiarato all' intervistatore - potrei organizzarle un seminario sul tema. E può starne certo: alla fine presenterei almeno venti posizioni filosofiche differenti. Metterle tutte insieme come fa papa Benedetto XVI, come se ci fosse una posizione unitaria è, per me, estremamente naif».
(Repubblica 20 settembre)