Un sacco di chiacchiere, tanti approfondimenti, ma la verità l’ha già detta Veronica Lario anni fa. Quest’uomo è malato. Qualcuno provveda, anche con un Trattamento Sanitario Obbligatorio. Fine del discorso.
Cancrini risponde:
Dal sito di psicolinea.it alla voce Sessuologia, Giuliana Proietti scrive: «Il National Council of Sexual Addiction definisce la dipendenza da sesso come una persistente e crescente modalità di comportamento sessuale messo in atto nonostante il manifestarsi di conseguenze negative per sé e per gli altri. L’individuo percepisce la sessualità come elemento centrale della sua vita (“faccio il premier a tempo perso”, ndr) ed agisce quindi in risposta ad un impolso (sessuale) irrefrenabile. Il legame psicologico con l’oggetto (gli oggetti) di tale impulso assomiglia a quello del bambino che entra in un negozio di caramelle. La sua autostima dipende dal numero delle prede conquistate (“erano undici me ne sono fatte otto”, ndr) o dal numero di rapporti avuti in una settimana o in una notte più che alla qualità dei rapporti personali e alla rete di relazioni sociali. Per guarire, dovrebbe rendersi conto di avere un problema, sapere di essere vittima di una dipendenza». Un risultato, questo lo aggiungo io, che si ottiene solo con l’aiuto delle persone che gli stanno intorno e gli vogliono bene (se ce ne sono).