sabato 10 settembre 2011

UNA LETTERA INTERESSANTE


Gentile Don Franco, grazie per le parole di saggezza e speranza che ci dona attraverso il suo blog. Volevo porle una domanda concisa: secondo lei, cosa succede dopo la morte? Che idea ha sviluppato nel suo percorso spirituale? Se penso ai grandi criminali come Hitler, Stalin, Charles Manson diventa difficile vedere un Dio esclusivamente misericordioso. Alcune risposte che si armonizzano con il mio sentire, provengono dalla meravigliosa mente di Adriana Zarri che disse: "[...] non credo nell'inferno perché mi sembra un insulto alla bontà di Dio, tra l'altro. Anche la nostra cultura, anche laica, anche di non credenti, non ammette più la giustizia puramente punitiva. E la concepisce solo come capacità di riscatto, di reinserimento. In una pena che dura per sempre come quella dell'inferno questo riscatto non c'è. Penso sia difficile ritenere che gli uomini sono più buoni di Dio. Quindi all'inferno non credo."
La stessa Zarri suggerisce quindi l'esistenza di un'anticamera di riscatto per tutti coloro che non muoiono in grazia. Alla domanda "Come definirebbe la fede?" la Zarri rispose così: "Credo che noi abbiamo un concetto molto intellettualistico della fede. La fede non è necessariamente credere nell'esistenza di Dio, nella divinità di Cristo, nella risurrezione, nei cosiddetti contenuti di fede. La fede è soprattutto un atteggiamento di ascolto, di disponibilità. Perché se è vero che ci si salva per la fede, e se è vero che gli uomini onesti si salvano, allora si vede che questi uomini onesti anche se non hanno la fede, anche se non credono come crediamo noi, la fede ce l'hanno, i cosiddetti non credenti. I non credenti onesti oggi sappiamo tutti che si salvano, a parte il fatto che si salvano tutti perché io nell'inferno non ci credo, quindi si salvano tutti. Si tratta di vedere l'ampiezza dell'anticamera che dovranno fare. E certo anche tanti cosiddetti credenti dovranno fare una lunga anticamera. E magari tanti cosiddetti non credenti la faranno più breve."

Mi piacerebbe conoscere il suo pensiero. Un abbraccio, Riccardo.