Caro Riccardo,
intanto è importante, a mio avviso, vivere il nostro oggi sempre consapevoli, "al cospetto della morte", ma vivere davvero l'oggi con le sue gioie, le sue sofferenze le sue responsabilità, senza fuggire nel dopo morte. Sarebbe evasione.
*Che cosa penso del dopo morte? Lo affido totalmente a Dio, al Suo amore fedele ed accogliente. Prendo sul serio l'insegnamento e la fiducia che Gesù nutriva verso il Dio che vince la morte. Sarò nell'abbraccio del Suo mistero. Come? Proprio non mi interessa. Mi basta sapere che "confluisco" in Lui .
*Hitler, Stalin, Berlusconi.......? Lascio che Dio sia Dio. So che la teologia ha dato tante risposte, ma preferisco non correre il rischio di mettermi al posto di Dio: che Dio sia Dio e io una creatura. Devo restare nella mia dimensione.
*Se tra questi delinquenti, ce n'è qualcuno vivo, a me interessa che si faccia la giustizia umana e che non si permetta di sfuggire ai processi, come in Italia avviene......
* L'anticamera? ' E' un pensiero a me estraneo. Mi ripeto: voglio affidarmi a Dio in vita e in morte. Lascio fare a Lui. Queste dissertazioni da "ragionieri della salvezza" mi fanno un po' sorridere. Io adoro Dio e il Suo mistero e lascio tutto a Lui. Non è affatto il rifiuto della ragione, ma il rifiuto del delirio di una presunta onniscienza filosofica o teologica. So che Dio agirà secondo la "misura incommensurabile" del Suo Amore. Per me la fede è affidarmi. Lo prego che alimenti in me questa fiducia.
Eccoti le opinioni che mi hai sollecitato ad esprimerti.
Ti abbraccio
don Franco