Alcuni si effondono nell'amore: per gli altri e per quelli a loro più prossimi, quelli dai quali hanno ricevuto amore e ai quali l'hanno restituito. Quando questo avviene, l'io non è solo, non è denudato, non è disperato, anzi è più ampio e più ricco. Non ha nessun bisogno di chiamarsi e di sentirsi io ma si sente noi e quella è la sua ricchezza.
E' per questo che noi sentiamo nel cuore il messaggio che incita all'amore del prossimo. Ad alcuni lo invia Dio e il Cristo che si è incarnato; ad altri lo manda Gesù, nato a Nazareth o non importa dove, uomo tra gli uomini, nel quale l'amore prevalse sul potere.
(Da un articolo di Eugenio Scalfari, La Repubblica, 1° novembre 2009)