venerdì 16 dicembre 2011

L’INVERNO, STAGIONE DI OPPORTUNITA’

D'inverno un uomo solo, se non ha qualcosa dentro o qualche lavoro nelle mani, diventa nevrotico. Se ha l'uno o l'altro, o meglio, entrambi, conosce una splendida esperienza di interiorità.
Alla concentrazione uno, anche se non vuole, ci è costretto: e, se la cerca, è dolcemente guidato dal mormorare e dal tacere delle cose. La nebbia quand'è densa e lascia intravvedere solo ombre, fa silenzio, fa deserto: un deserto visivo, quasi tattile, un deserto di luce come affogata nel grigio. La neve, invece, coprendo lo svariare delle tinte, è un solo lampo bianco. Con i suoi giorni brevi e le notti lunghissime, l'inverno è un abisso di luce e di buio; così come, in immagine, è sempre stato percepito e descritto Dio, dai mistici. Ed è uno dei tempi di più profondo contatto con Lui.
L'inverno, col suo silenzio, è una stagione di ascolto, di attesa, di incontro: un incontro più intimo e segreto di quanto non sia dato in altre stagioni dell'anno… Bisogna, per forza, guardare dentro perché di fuori non c'è nulla: solo stupende sfumature di grigio: dal piombo al perla, al luminescente al quasi bianco; e, se la nebbia si dirada, emergono le braccia nude degli alberi protese al cielo, inutilmente come preghiere inascoltate.

                     Adriana Zarri