Sempre dalla rivista QOL, riporto queste righe:
“Come constata l’amico monaco di Bose Luciano Manicardi, che al tema ha dedicato un libretto prezioso (Quando i giorni sono cattivi, Aliberti 2010) l’osservazione psicologica ha mostrato a più riprese che la crescita umana suppone rotture e separazioni e dunque crisi: la crisi è vitale, cioè essenziale per crescere. Anzi, si potrebbe affermare che la prima e più radicale crisi che ogni persona vive è la nascita: “la crisi non è dunque uno spiacevole incidente, ma un necessario momento di passaggio nel divenire di una persona”.
Da questo punto di vista, l’oggettiva crisi della chiesa andrà ascoltata, accolta; e ci si dovrà lasciare interpellare da essa. Non si tratta di fuggirla o di rimuoverla, bensì di elaborarla. “Se è vero che ogni crisi è una crisi di identità – sostiene Manicardi – allora essa può essere colta e accolta come appello a ripensare se stessi, a ristrutturare i propri equilibri, a situarsi in una fase inedita della propria esistenza. Ma questo vale anche per un organismo comunitario: famiglia, società, chiesa”.