domenica 11 dicembre 2011

NEGLI USA E IN ITALIA

Riporto da L’Unità del 28 novembre questa informazione a firma di Delia Vaccarello.

“Ancora, dal 2002 l’associazione Ali Forney Center ha monitorato l’emergenza del fenomeno: poiché nella società cresce la visibilità di omosessuali e trans molti di loro trovano il coraggio anche da adolescenti di dichiararsi in famiglia. Le conseguenze: un ragazzo su quatttro viene rifiutato dai genitori e giunge a ingrossare la file dei senzatetto in aumento a causa della crisi. Non sempre vengono messi alla porta, anche perché abbandonare un figlio minorenne è illegale. Così il breakdown (punto di rottura) si tocca con la maggiore età. «Il giorno dopo il mio diciottesimo compleanno i miei genitori adottivi mi hanno buttato fuori – racconta un ragazzo contattato dalle associazioni per i senzatetto-. Ero innamorato di un tipo e mia madre aveva ascoltato le mie telefonate, ha cominciato a parlare ad alta voce di me come se non fossi parte della famiglia». Un altro racconta di essere stato più fortunato: i genitori dei suoi amici erano più tolleranti, è stato ospitato da loro fino alla fine del liceo e adesso vive in alloggi di emergenza dove può restare non più di 90 giorni. Una giovane lecbica dice di aver dormito nelle carrozze dei treni per tanto tempo, prima di aver trovato posto in un rifugio per homeless.

Il confine tra essere cacciati e andare via a volte è labile. L’atmosfera in casa può diventare talmente irrespirabile da far preferire ai ragazzi di allontanarsi, qualsiasi destino li attenda. Il conflitto che può esplodere in famiglia dopo la notizia dell’omosessualità di un figlio tende i giovani gay e lesbiche più esposti al rifiuto e all’abbandono di quanto non accada agli etero. Carl Siciliano, fondatore e direttore esecutivo del Forney Ali Center, grande estimatore del sindaco Cuomo per la conquista dei matrimoni gay, lamenta la mancaza di interventi per i giovanissimi. Sottolinea che la lotta per i diritti è una lotta per gli adulti, ma che ai bisogni dei giovani occorre rispondere con fondi finalizzati a rifugi e assistenza.

HOMLESS IN ITALIA

E in Italia cosa succede? Fra gli homelesse gli omosessuali sono più di quanto si pensi a volte, proprio come a New york, è per l’orientamento sessuale che, rifiutati e contrastati, finiscono per vivere in strada. Non ci sono stime ufficiali né approssimative, ma è certo che tra i senzatetto l’argomento omosessualità è ancora tabù, testimoniano volontari di «Piazza Grande», il giornale bolognese dei senza fissa dimora che nel numero della scorsa estate si è occupato di gay e lesbiche.

Nei dormitori bolognesi vige una sorta di “don’t ask don’t tell”, il “non chiedere non dire” in vigore fino a qualche mese fa nell’esercito Usa, ma se scatta una lite tra un gay e un etero, il gay viene ricoperto di insulti omofobici. Non mancano i conflitti dettati dalla religione, gli operatori raccontano delle tensioni tra giovani gay e gruppi di musulmani. Da citare anche le eccezioni al silenzio: la coppia che chiede due letti vicini in camerata e che litiga aspramente per gelosia, o i due compagni che hanno dormito insieme per lungo tempo su un materasso matrimoniale sotto i portici.