Riporto da Adista del 26 novembre 2011
“Se la sfida posta ai diversi cammini religiosi dal nuovo paradigma pluralista si rivela sempre più decisiva tanto per il futuro delle religioni quanto, e soprattutto, per la stessa convivenza umana, in Italia, però, tale riflessione teologica muove appena i primi passi. Risulta dunque davvero provvidenziale la decisione della Pazzini editore – casa editrice romagnola attiva negli ambiti della meditazione religiosa, dell’ecumenismo e del dialogo interreligioso, dell’esegesi biblica, dell’economia alternativa e del dialogo multietnico e multiculturale – di rendere accessibile anche ai lettori italiani l’intero progetto editoriale in cinque volumi promosso dall’Associazione ecumenica dei teologi e delle teologhe del Terzo Mondo (Asett o Eatwot) sul tema dell’incontro tra Teologia della Liberazione e Teologia del Pluralismo religioso, con il titolo generalePor los muchos caminos de Dios (dell’intera opera, dal primo al quinto volume, Adista ha sempre puntualmente e ampiamente riferito, v. nn. 66/03, 46/05, 46/06, 86/06 e 24/10).
Un’impresa a cui aveva già dato avvio la Emi, pubblicando in italiano i primi due libri con il titolo I volti del Dio Liberatore (il primo, del 2004, con il sottotitolo Sfide del pluralismo religioso, il secondo, dell’anno successivo, con quello Verso una teologia del pluralismo religioso), ma che poi si era interrotta quando la posta in gioco era iniziata a salire, toccando in maniera più diretta gli scottanti temi dell’unicità salvifica di Cristo, della funzione della Chiesa nel piano di salvezza, del valore salvifico delle altre religioni (temi rispetto a cui, non a caso, la risposta dell’istituzione è, come segnalaEdmund Chia, «inflessibile, ferma e dura»). Ci ha pensato allora la Pazzini editore a dare continuità al progetto, pubblicando lo scorso anno il primo dei tre volumi mancanti (con il titolo Per i molti cammini di Dio. Teologia latinoamericana pluralista della liberazione; v. Adista n. 59/10), e dando ora alle stampe il quarto passo del percorso, Per i molti cammini di Dio. Teologia liberatrice intercontinentale del pluralismo religioso (pp. 380, 22 euro, per ordinazioni tel. 0541/670132, e-mail: pazzini@pazzinieditore.it), con cui si passa in rivista lo stato della Teologia pluralista della Liberazione nelle diverse regioni del mondo, dall’America Latina all’Asia, dove non a caso la Teologia del Pluralismo religioso ha ricevuto la spinta decisiva, dall’Africa al Nordamerica fino all’Europa (anche attraverso la voce italiana di Carlo Molari, che si pone tuttavia su una linea più tradizionale rispetto a quella portata avanti nell’intero volume). Un viaggio attraverso il mondo da cui emerge con la massima chiarezza l’importanza e l’urgenza di una riflessione sul nuovo paradigma teologico, inteso, secondo le parole del teologo brasiliano Faustino Texeira, come «una realtà positiva all’interno del misterioso disegno di Dio». La riflessione, tuttavia, non è certamente indolore, dal momento che non di una qualche limitata correzione di rotta si tratta, quanto di una diversa struttura generale di pensiero, una differente cosmovisione in cui molti degli elementi dell’identità cristiana, come sottolinea José María Vigil, vengono messi in discussione o riformulati, dalla categoria del popolo eletto, in quanto tutti i popoli sono ugualmente scelti ed amati da Dio, alla concezione della missione, considerando che, sottolinea Vigil, non si tratta più solo «di portare la Buona Novella ma anche di ricevere le Buone Novelle degli altri», fino allo stesso dogma cristologico. Una sfida di immane portata, dunque, ma anche una promessa, come scrive la pastora valdese Letizia Tomassone nella prefazione all’edizione italiana, «che apre il cristianesimo a nuovi cammini. Nel pluralismo religioso si manifesta infatti un Dio che non avevamo sospettato né compreso: come sulla via di Emmaus è una presenza che ci rimanda trasformati alla nostra vita»”.
(Claudia Fanti)
Per la mia vita di fede ho letto tutti questi volumi, preziosi e utili. Penso che costituiscano una vera “pugnalata” per la teologia cattolica e protestante ufficiale. Nulla di sostanzialmente nuovo rispetto a ciò che Schillebeeckx scriveva 50 anni fa e Kung 40 anni fa. Oggi il contesto pluralistico, già allora ben messo a fuoco, è approfondito e presentato alle chiese come proposta di riflessione e di conversione. Quando 40 anni fa entrai in questo orizzonte teologico (che mi fece innamorare di Gesù, il Gesù storico), qualcuno mi disse che ero diventato post-cristiano. Ero semplicemente diventato transdogmatico.
Credo che questo orizzonte cristologico sia un punto essenziale per il rinnovamento del nostro cammino sulle tracce di Gesù, ma costituisca un boccone amaro per le chiese. Se penso al catechismo cattolico, non c’è traccia di queste ricerche. In questi ultimi 40 anni ho cercato anno dopo anno di segnalarlo e nel corso di Teologia del Pluralismo di Torino abbiamo dato vita ad un confronto serrato e davvero fecondo.
Franco Barbero