Quanto è importante conoscere i linguaggi biblici e teologici.
La metafora "figlio di Dio" nella Bibbia non indica mai la divinità, non è mai sinonimo di Dio, ma indica una persona alla quale Dio ha affidato una missione particolare. Troppo presto nella storia dei cristianesimi l'espressione è diventata sinonimo di divinità. Così si è fatto di Gesù un secondo Dio.
Così pure quando si legge di Gesù che egli è uomo-Dio, ci si esprime secondo il linguaggio del Concilio di Calcedonia ( anno 451) secondo l'immaginario e il linguaggio filosofico delle due nature che, nella cultura odierna, interpretiamo in modo funzionale: nella vita umana di Gesù si manifesta Dio. Gesù, con la sua vita e il suo messaggio, per noi cristiani/e è la più alta manifestazione di Dio.