domenica 18 dicembre 2011

UN FUNERALE LAICO

Lalla Reggiani era sindaco di Castelnuovo Rangoni un paese a 14
chilometri da Modena. Eletta nelle liste del PD si era impegnata per
rinnovare la politica con coraggio e determinazione. Purtroppo un male
incurabile ha minato la sua salute. Sapeva di avere i mesi e i giorni
contati. Mi ha chiamato e al letto dell'ospedale mi ha detto: "Beppe non
voglio un funerale in chiesa, ma vorrei una preghiera e una benedizione
da te: come possiamo fare? Mi piacerebbe che fosse presente anche don
Isacco il parroco di Castelnuovo: siamo legati da stima ed amicizia".
"Cara Lalla, il luogo più appropriato per l'ultimo saluto è la piazza
del tuo paese dove tu hai incontrato i tuoi cittadini, vicino ai negozi
e ai bar dove tu amavi discutere le tue scelte politiche con i
castelnovesi. E' uno spazio libero e laico equidistante dalla chiesa e
dal palazzo comunale". Le sue ultime volontà sono state accolte alla
lettera dalla famiglia, la figlia Valeria e il compagno Mario e dagli
amministrtori comunali. Dopo tre giorni Lalla moriva. Lunedì 31 ottobre,
la bara è arrivata alle ore 14 in una piazza piena di gente. C'era il
sole. I sindaci dei paesi i Modena e della Terra dei Castelli, con il
tricolore, i gonfaloni, gli amici; i cittadini hanno applaudito mentre
suonava l'inno Fratelli d'Italia e la canzone che aveva accompagnato la
sua campagna elettorale. Poi hanno parlato due giovani collaboratori del
sindaco e una signora dell'opposizione, che hanno raccontato commossi la
testimonianza del grande impegno civile di Lalla che aveva saputo
coinvolgere la gente e specialmente i giovani e del coinvolgimento dei
giovani.
Nella seconda parte della cerimonia abbiamo letto tre brani biblici: la
parabole dei due figli del vangelo, il Qoelet (C'è un tempo…),
l'Apocalisse (Cieli ne terra nuovi). Seguiti da un breve commento: "Dio
accoglie chi fa la sua volontà, che serve gli ultimi; chi si impegna per
la pace e la giustizia. E il vero povero è oggi il malato che può
confidare solo nel Signore, e tu Lalla hai sperimentato nella tua carne
la sofferenza della croce. Per tutti ci aspetta la speranza di un mondo
rinnovato dove non ci sarà più ne lacrime né morte. 'Dov'è ora la
nonna', chiedeva la nipote Aurora: è qui vicina a te, le ha risposto sua
madre, e ogni volta che vuoi parlare con lei ti ascolta e ti risponde
nel cuore". La liturgia laica-relicgioosa-civile si è conclusa con la
recita corale dell'antica preghiera universale: il padre nostro e il
segno della croce.
Vi racconto tutto questo per condividere con voi alcune riflessioni.
Non è vero che oggi non c'è più fede: forse molti non si ritrovano in
liturgie e modi di pregare tradizionali o si sono allontanati dalla
"chiesa" per comportamenti o scelte morali e politiche della gerarchiia
che non condividono, ma non dalla fede.
Ci sono altri spazi e altre modalità per offrire a chi lo vuole non solo
la consolazione della preghiera ma anche la speranza della parola di
Gesù. Ci vuole coraggio e fantasia.
La piazza laica di Castelnuovo, ha accolto in silenzio le testimonianze
degli amici e degli amministratori ma anche le parole della Bibbia e il
commento; si è riconosciuta nella recita del Padre Nostro: non ha
avvertito violenze o contrapposizioni.
Mi sembra che i presenti di diversa estrazione politica e religiosa,
abbiano ritrovato senza forzature le radici di una religiosità antica e
condivisa.
Nella mia ormai quarantennale esperienza di prete senza tonaca e di
predicatore senza tesserino, ho incontrato sempre grande interesse alla
fede e alle problematiche religiose. Ma mi sono sempre posto come un
ascoltatore attento, senza pregiudiziali, dogmi da difendere o verità
non negoziabili invalicabili.
E ho potuto costatare che la bontà, la verità e la bellezza, è stata
distribuita a larghe mani su tutti i viandanti di buona volontà che
incontriamo sulla nostra strada.

Beppe Manni

(Pubbliacto su SETTIMANA n.44 del 4 dicembre 2011)