I detenuti in Italia sono oggi molti di più di 20 anni fa: poco meno di 70mila, di cui il 45% circa in attesa di giudizio (su questo dato l'Italia si colloca all'ottavo posto in Europa). L'ambiente che si respira tra i detenuti si riassume facilmente con il numero di suicidi: addirittura 66 nel 2010. La capienza dei nostri istituti di pena è pari a 43mila posti, con una capienza tollerabile di 48mila, e con un sovraffollamento medio del 150%. Guardando ancora all'Europa, secondo i dati forniti dal Centre for Prison Studies del King's College di Londra, l'Italia è il terzo paese come sovrannumero di carcerati, dopo Bulgaria (155%) e Cipro (153%). Il 2011, inoltre, ha visto un ulteriore aggravarsi della crisi in cui versa il sistema penitenziario italiano, che peraltro, usufruisce di risorse sempre più esigue (i fondi sono diminuiti del 15%). E' in crisi, soprattutto, il sistema delle misure alternative al carcere (nel 2010 le persone in misura alternativa erano circa 16mila, il 19% del totale). Quanto infine, ai tristi casi degli ospedali psichiatrici giudiziari, negli istituti visitati di recente da una commissione di parlamentari sono state trovate strutture fatiscenti, dotazione carente di attrezzature e di personale medico, condizioni inaccettabili degli internati, abbandonati in stanze, senza alcun tipo di cure. In un Paese civile non si incarcera una persona alla quale non può essere garantito un posto letto. In Italia, di recente, il Tribunale di Lecce ha sentenziato che il carcere di Borgo San Nicola dovrà risarcire con 220 euro un detenuto tunisino per danno esistenziale dovuto ad una cella troppo piccola. Ma in Italia, si sa, manca l'ordinaria amministrazione, la normalità democratica, e fa scalpore invece il caso sporadico, limite, l'eccesso. Come ha fatto giustamente notare Roberto Saviano su Repubblica, le carceri sono un po' come la cartina di tornasole del corretto funzionamento di uno Stato democratico. E' giunto il momento, dunque, di mettersi a cercare seriamente una via d'uscita al dramma delle carceri, aggiornandosi alle più avanzate legislazioni europee, come peraltro è già accaduto nella nostra storia.
Giambattista Scirè, Carcere. Un'emergenza che dura da 30 anni, in Adista n.74 dei 15 10.2011
(da Appunti, www.grusol.it)