giovedì 24 maggio 2012

DIVIETO DI TV

Beppe Grillo ha proibito ai suoi - pena l'espulsione immediata - di andare in tv perché «fa perdere voti e consensi». Ogni partito o movimento ha il diritto di regolarsi come crede, ci mancherebbe, eppure c'è qualcosa di inquietante in questo divieto tassativo. Perché il sale della democrazia è proprio il dialogo con gli avversari, e chi ha delle buone ragioni da difendere, chi vuole affermare il Nuovo, ha tutto da guadagnare dal confronto con gli altri, con gli alfieri del Vecchio. Perché cosi può dimostrare agli italiani di essere il migliore. Un partito comandato da un uomo solo, che comunica per monologhi, rifiuta i faccia a faccia, disprezza gli avversari, decide tutto da solo e pretende di essere il Nuovo, gli italiani l'hanno già visto. E non lo rimpiangono.

Sebastiano Messina

(La Repubblica, 11 maggio)