Le Province storiche (Cagliari, Oristano, Nuoro e Sassari) rimarranno al proprio posto, perché il quesito referendario, seppure abbiano vinto i sì con il 67% dei voti validi, era solo consultivo: per una vera riforma degli enti storici occorre una norma costituzionale con la doppia lettura in Parlamento. E proprio il Senato ha già dato il via libera, in prima lettura, alla riforma dello Statuto sardo che prevede di fissare a 60 il numero dei consiglieri regionali. Oggi i sardi, con uno dei 10 referendum, hanno chiesto che il Consiglio sia composto al massimo da 50 componenti, e i tempi potrebbero slittare. A questo si aggiunge che, se si andasse a votare anticipatamente per il Consiglio regionale, la legge elettorale attuale riporterebbe in Aula almeno 80 consiglieri.
(Repubblica 8 maggio)