Chiunque si trovi spesso bloccato nel traffico dietro camion o furgoni che, sputano nuvole nere, già lo temeva da tempo, ma adesso arriva la conferma scientifica: i fumi dei motori diesel sono cancerogeni. Lo ha dichiarato ufficialmente il 12 giugno I'Oms, attraverso la sua agenzia internazionale di ricerca sul cancro (Iarc). «Per chi lavora su questi temi» dice Fabio Cibella, ricercatore medico dell'Istituto di biomedicina e immunologia molecolare del Cnr, «non si tratta certo di una sorpresa, era dal 1988, che le emissioni dei diesel erano "sospetti cancerogeni" e si attendeva solo una conferma epidemiologica». La conferma è arrivata sotto forma di un lavoro pubblicato nel 2011 da Debra T. Silverman e colleghi dell'americano National Cancer Institute. Lo studio ha esaminato le condizioni di lavoro e vita di oltre 12 mila minatori di otto diverse miniere, fra i quali, nell'arco di 15 anni, 200 si sono ammalati di tumore al polmone. Tenendo conto di tutti i fattori in gioco, dal fumare all'età, è risultato che fra quelli che erano stati più esposti nelle gallerie ai fumi diesel, l'incidenza di cancro era tre volte maggiore che fra i meno esposti. In effetti, la combustione del gasolio, una miscela di idrocarburi meno infiammabili di quelli della benzina, produce finissime particelle incombuste, che portano fin dentro ai polmoni i famigerati idrocarburi policiclici aromatici, noti e potenti cancerogeni.
Alex Saragosa
(il Venerdì, 6 luglio)