Dimenticare una borsa sul treno. A chi non è successo? Se non ci mette lo zampino un passeggero cleptomane, fino a poco tempo fa bastava precipitarsi in biglietteria, convincere l'addetto di turno a chiamare il capotreno rimasto a bordo che andava a caccia della borsa. Se uno era fortunato, il recupero avveniva in poco tempo. L'oggetto veniva poi consegnato alla Polfere al deposito per gli oggetti smarriti dove il distratto di turno poteva tornare in possesso del suo bene.
Da qualche tempo, però, non funziona più cosi perché Ferrovie ha deciso di chiudere i "lost & found", ma soprattutto ha tolto dai doveri professionali dei ferrovieri quello di recuperare gli oggetti dimenticati sui treni. Almeno su quelli dei poveracci. Per i Frecciarossa le cose continuano più o meno come prima: il pacco dimenticato sul treno per Roma, ad esempio, finisce al deposito della stazione capitolina. Fatti tuoi, poi, andarlo a recuperare, ma almeno da qualche parte viene sistemato ed è possibile ritrovarlo.
Sui treni di bassa gamma, compresi i non propriamente economici Intercity, invece no. Anche se il pacco smarrito viene recuperato, resta lì. Al ferroviere è richiesto solo di obbedire al suo senso civico, regolato dall'articolo 927 del codice civile: «Chi trova una cosa deve restituirla al proprietario e, se non lo conosce, deve consegnarla senza ritardo al sindaco del luogo in cui l'ha trovata». Una battaglia persa, non tanto per colpa dei ferrovieri, per carità, ma diciamo che l'italiano medio, di solito, non brilla per senso civico. Insomma al viaggiatore distratto non resta che trovare in fretta e furia qualcuno che alla stazione successiva si precipiti a ritirare la borsa dimenticata, direttamente dalle mani del capotreno.
Maria Chiara Giacosa
(Repubblica, 7 agosto)