venerdì 8 agosto 2014

Giustizia è fatta per il vescovo rosso

BUENOS AIRES. Un trentenne Bergoglio china il capo. Monsignor Enrique Angelelli lo benedice e lo ordina sacerdote. Siamo in Argentina, 1969. Poco prima, il vescovo di La Rioja si era presentato dinanzi al suo nuovo gregge: «E' arrivato un uomo dell'entroterra, che vuole identificarsi con il popolo» si autodefinì.
Sette anni dopo, un camioncino da lui guidato sbanda sulla strada. Una macchina bianca l'ha intercettato. Un agguato. «Incidente stradale» dissero i giudici della dittatura.
Quarant'anni ci sono voluti per la sentenza. A inizio luglio, un tribunale argentino ha condannato all'ergastolo i due militari responsabili dell'omicidio. Una lettera ritrovata da Papa Francesco, celata negli archivi vaticani, è stata decisiva. Secondo i giornali argentini, il Vaticano ne ha spedito copia via e-mail alla sede del vescovato di La Rioja, che l'ha poi trasmessa al tribunale.
Figlio di immigrati italiani come Bergoglio, il Vescovo Rosso - così lo chiamavano i suoi detrattori - voleva la rivolta agraria, era contro il latifondo. Spinse la sindacalizzazione dei peones, dei minatori, persino delle colf. E difese gli operai nei conflitti con la Fiat locale. E così finì nel mirino.
Riuscì a tirare su una cooperativa  agraria sulle terre abbandonate dai padroni che non pagavano le tasse. E subito, le bande dei boss politici del padronato invasero la sua chiesa, in piena messa, e si misero a lanciare pietre contro il vescovo. Lapidato come le prostitute bibliche «Satanelli», lo chiamavano i giornali, storpiando il suo nome, e bollandolo come marxista.
Angelelli sapeva di essere condannato. «Magari la mia morte servisse a fare capire all'Episcopato l'errore di averci isolati» disse a un amico. Un mese prima di morire, scrisse al nunzio Vaticano a Buenos Aires, Pio Laghi: «Qui, i sacerdoti sono sempre perquisiti dalla polizia e ho ricevuto molte minacce di morte». La denuncia arrivò a San Pietro, ma non si ha notizia di reazioni. Poi Francesco ha tirato fuori quella lettera.
«Per avere predicato il Vangelo, smosse pietre che ricaddero su di lui; e si bagnò col suo sangue». Parole di Bergoglio cardinale, nell'omelia a trent'anni dalla scomparsa di chi lo ordinò sacerdote. «Il sangue dei martiri è il seme della Chiesa». Era la prima volta che la curia argentina invocava Angelelli, da martire. Il Santo dei poveri, dicono a La Rioja.
Matías Marini

(Il Venerdì 25 luglio)