lunedì 4 agosto 2014

Ma Ruby non è la nipote di Mubarak

Tra le notizie di giornata, forse l'unica che non gronda sangue é quella che riguarda l'assoluzione in appello di Berlusconi nel processo Ruby. In tutti i tg, grande soddisfazione dei difensori, grandi sforzi interpretativi da parte degli altri, in attesa delle motivazioni e grande entusiasmo dei berluscones di tutte le tendenze, che sembrano dire: avevamo ragione noi. Ma torniamo ai fatti, quelli avvenuti e quelli variamente interpretati dai giudici di primo e secondo grado. Infatti, l'avvocato Coppi ha dichiarato: «I giudici hanno creduto a Berlusconi», ma ciò non vuol dire che dobbiamo credergli anche noi. Con tutto il rispetto e limitandoci a tre evidenze soltanto, la sentenza d'appello non significa: 1) che i fatti al centro del processo non facessero clamorosamente notizia, come pretendeva Minzolini, allora direttore del Tg1; 2) che quelle di Arcore fossero davvero «cene eleganti»; 3) che Ruby fosse la nipote di Mubarak, come 314 deputati senza faccia hanno votato in faccia al mondo.

(L'Unità 19 luglio)