Gentile Signor Riccardo,
provo una profonda gioia nel conoscere che Lei è un credente che da poco tempo ha riscoperto e rinnovato la sua fede. Dio ci viene incontro per mille strade e, quando avviene l'incontro, davvero la vita cambia.
1)Ho riportato sul mio blog lo scritto di Renato Pierri in cui si parla di "droga". Credo che Pierri intenda dire che certe forme di devozione ci portano via dalla realtà, esercitano su molti un fascino pericoloso. Non sarei sicuro che il vocabolo usato da Pierri sia il più opportuno, ma può essere una immagine efficace per esprimere, a mio avviso, la "distrazione" e l'allontanamento che certe deviazioni mariane producono dalla fede biblica. Io che dal 1981 vivo ogni giorno in relazione con persone tossicodipendenti, so che le sostanze stupefacenti sono seduttive e diventano il centro della vita.
2) Certe devozioni, a mio avviso, rischiano di favorire la superstizione, la credulità e il fanatismo. Quanto a Mejugorje, penso che si tratti di una colossale truffa favorita da convergenti interessi tutt'altro che spirituali di francescani, veggenti e commercianti del sacro e del profano. Tutto questo a detta dello stesso vescovo locale.
Il capitolo della devozione mariana costituisce una struttura ambigua del cattolicesimo ufficiale che non trova alcun riscontro nelle Scritture, ma viene sollecitata o tollerata dai vertici vaticani. A volte sembra che si debba parlare di marianesimo più che di cristianesimo.
3) Dio poi scrive diritto anche su righe storte. Per questo, mentre condanno Medjugorje, rispetto i pellegrini che spesso arrivano da un bisogno di conforto e di affidamento, degni di considerazione e di ascolto. Il fatto più deprimente è la lettura dei messaggi di Medjugorje, totalmente banali e scontati, per di più messi sulla bocca di una madonna occidentalizzata, depressa e monotona.
4) Devo purtroppo confidarle che non so quasi nulla di suor Cristina. Non guardo la televisione e uso internet solo per ragioni di ministero. Se è quella suora che canta "divinamente" , sono lietissimo che, tra tanti piagnoni ecclesiastici, ci sia chi usa i propri talenti per dare testimonianza con gioia. Ogni dono può diventare testimonianza.
Per dirla con papa Francesco, i cristiani vogliono capire che Vangelo significa bella-buona notizia?
Nei secoli abbiamo seminato troppa tristezza e generato tanta angoscia. In uno dei miei libri tanti anni fa dedicai alcune pagine alla "bruttificazione " di Dio avvenuta dentro il cristianesimo. C'è bisogno, tanto bisogno, di una fede intensa, gioiosa, liberatrice. Ben vengano i seminatori e le seminatrici di gioia vera perché testimoniano un aspetto essenziale della nostra fede.
Forse bisognerà stare attenti che i doni di Dio non vengano usati per fare cassa.
5) La ringrazio dell'opprtunità che mi ha offerto di dialogare con un fratello della stessa strada, un fratello che cerca , come il sottoscritto, di dare concretezza quotidiana alla bella e impegnativa fede nel Dio di Gesù.
Un cordiale saluto
don Franco Barbero
provo una profonda gioia nel conoscere che Lei è un credente che da poco tempo ha riscoperto e rinnovato la sua fede. Dio ci viene incontro per mille strade e, quando avviene l'incontro, davvero la vita cambia.
1)Ho riportato sul mio blog lo scritto di Renato Pierri in cui si parla di "droga". Credo che Pierri intenda dire che certe forme di devozione ci portano via dalla realtà, esercitano su molti un fascino pericoloso. Non sarei sicuro che il vocabolo usato da Pierri sia il più opportuno, ma può essere una immagine efficace per esprimere, a mio avviso, la "distrazione" e l'allontanamento che certe deviazioni mariane producono dalla fede biblica. Io che dal 1981 vivo ogni giorno in relazione con persone tossicodipendenti, so che le sostanze stupefacenti sono seduttive e diventano il centro della vita.
2) Certe devozioni, a mio avviso, rischiano di favorire la superstizione, la credulità e il fanatismo. Quanto a Mejugorje, penso che si tratti di una colossale truffa favorita da convergenti interessi tutt'altro che spirituali di francescani, veggenti e commercianti del sacro e del profano. Tutto questo a detta dello stesso vescovo locale.
Il capitolo della devozione mariana costituisce una struttura ambigua del cattolicesimo ufficiale che non trova alcun riscontro nelle Scritture, ma viene sollecitata o tollerata dai vertici vaticani. A volte sembra che si debba parlare di marianesimo più che di cristianesimo.
3) Dio poi scrive diritto anche su righe storte. Per questo, mentre condanno Medjugorje, rispetto i pellegrini che spesso arrivano da un bisogno di conforto e di affidamento, degni di considerazione e di ascolto. Il fatto più deprimente è la lettura dei messaggi di Medjugorje, totalmente banali e scontati, per di più messi sulla bocca di una madonna occidentalizzata, depressa e monotona.
4) Devo purtroppo confidarle che non so quasi nulla di suor Cristina. Non guardo la televisione e uso internet solo per ragioni di ministero. Se è quella suora che canta "divinamente" , sono lietissimo che, tra tanti piagnoni ecclesiastici, ci sia chi usa i propri talenti per dare testimonianza con gioia. Ogni dono può diventare testimonianza.
Per dirla con papa Francesco, i cristiani vogliono capire che Vangelo significa bella-buona notizia?
Nei secoli abbiamo seminato troppa tristezza e generato tanta angoscia. In uno dei miei libri tanti anni fa dedicai alcune pagine alla "bruttificazione " di Dio avvenuta dentro il cristianesimo. C'è bisogno, tanto bisogno, di una fede intensa, gioiosa, liberatrice. Ben vengano i seminatori e le seminatrici di gioia vera perché testimoniano un aspetto essenziale della nostra fede.
Forse bisognerà stare attenti che i doni di Dio non vengano usati per fare cassa.
5) La ringrazio dell'opprtunità che mi ha offerto di dialogare con un fratello della stessa strada, un fratello che cerca , come il sottoscritto, di dare concretezza quotidiana alla bella e impegnativa fede nel Dio di Gesù.
Un cordiale saluto
don Franco Barbero