i minori che arrivano soli
Il problema dell'immigrazione non è soltanto drammaticamente italiano. Seppure a cifre meno drammatiche, ma non ne siamo certi, riguarda anche gli Stati Uniti dove Barak Obama sta prendendo drastiche misure per ridurre, se non abolire, la gravità centro-americana che spinge la povertà a cercare situazioni vitali di maggiore dignità se non proprio di sopravvivenza. La pesantezza di questa stretta politica sta, non solo nel negare i sacrosanti diritti umani, ma riguarda soprattutto i «minori» che arrivano da soli, incontrollati, senza documenti, fuggiti o spediti dalle famiglie per cercare, alternative a una vita di stenti e di miseria. Fermati alle frontiere, sono ammassati in strutture fatiscenti, messi a dormire sulla nuda terra e, molti pure abusati dalle guardie di confine. Il presidente Usa annuncia che investirà 40 milioni di dollari in un «programma educativo», ma, secondo le Ong impegnate nella difesa dei diritti dei migranti, quei 40 milioni di dollari serviranno solo a rispedirli a casa loro. E in tutto questo il Presidente Peñia Nieto non ha nulla da obiettare.
Caterina dalle Ave
(Rocca 1 agosto)