mercoledì 6 agosto 2014

RICCARDO E SILVIA

Per me è sempre una grande gioia vedere e incontrare all'eucarestia della Comunità nascente di Torino due vecchi amici. Domenica 27 luglio il testo della nostra celebrazione eucaristica ricordava che l'uomo e la donna sono stati creati ad immagine e somiglianza di Dio.
Riccardo, particolarmente sofferente per le stragi degli innocenti della Palestina e della Siria, ha commentato: "Secondo me, chi ha scritto quella frase era un grande presuntuoso ed arrogante…
Noi in questo momento siamo tutt'altro che immagine di Dio. Siamo degli assassini dei nostri fratelli…".
Riccardo non ha torto nel dire che in questo momento è davvero difficile vedere nell'uomo e nella donna, in chi spara e uccide una immagine di Dio.
Il testo biblico era noto o, meglio, era stato redatto in tempo di deportazione a Babilonia. Là, vivendo da sottomessi senza tutto lo spazio religioso e umano che caratterizzava i tempi dei due regni del Nord e del Sud, i deportati si sentivano senza la loro dignità. L'espressione "creati ad immagine e somiglianza di Dio" allora era un'affermazione che, tra l'altro, indicava dignità, ribellione ad ogni politica schiavizzata e sollecitava alla speranza.
La lettura di Riccardo ha il pregio di ricordarci quanto noi possiamo stravolgere il dono di Dio, usare in modo perverso la nostra vita e allontanarsi dall'opera del Dio creatore e oscurare la sua immagine in noi.

Franco Barbero