martedì 5 agosto 2014

Sempre sulla perseveranza

"La perseveranza in senso proprio, fa persistere l'uomo nel bene contro le difficoltà che provengono dalla stessa diuturnità dell'atto; la costanza, invece, fa persistere nel bene contro le difficoltà che provengono da impedimenti esteriori, ne segue che la perseveranza è parte della fortezza più di quanto lo sia la costanza… Sa costanza, pur differendo dalla perseveranza, conviene con essa, ma mentre la prima deve reggere contro eventi esterni e aleatori, la perseveranza deve fare i conti con l'ogni giorno e soprattutto con e contro se stessi, contro la propria propensione all'indolenza… Essa è un modo specifico di realizzarsi della propria potenza nella forma di tenere nel tempo sia in durata che in intensità" (S. Natoli, op. cit. pag. 51)