lunedì 3 novembre 2014

Comunità cristiana di base di via Città di Gap, Pinerolo

NOTIZIARIO DELLA CASA DELL'ASCOLTO E DELLA PREGHIERA
N°7 novembre '14
In evidenza:
     APPUNTAMENTI DI COMUNITA'
- 9 e 23/11: Eucarestie comunitarie
    NOTIZIE DA GRUPPI E COLLEGAMENTI
- 15/11: Incontro Scala di Giacobbe
- 20/11: Segreteria regionale cdb
- 22/11: Incontro adulti del gruppo "Primavera" di Rivalta su "La Bibbia un racconto da proseguire"
- Noi siamo chiesa: documento su relazione conclusiva del Sinodo sulla famiglia
     RECENSIONI
- G. Caramore e al 5 variaz. sul credere
- P.G Galli Stampino e E. L. Bartolini De Angeli Per leggere il Cantico dei cantici  
    DALLA NOSTRA COMUNITA'
- Questa comunità
APPUNTAMENTI DI COMUNITA' (via Città di Gap 13 -II piano)

     LUNEDI' 3, 10, 17 e 24 NOVEMBRE alle ore 16 e alle ore 21: gruppi biblici. Iniziamo a leggere il Vangelo di Giovanni, che ci occuperà per almeno tre mesi. Lunedì 3 novembre approcceremo il vangelo con un'introduzione di Franco Barbero e la lettura del primo capitolo.
     DOMENICA 9 NOVEMBRE alle ore 10,15: eucarestia: la celebrazione sarà preparata dal gruppo biblico del lunedì sera.
     DOMENICA 23 NOVEMBRE alle ore 10,15: eucarestia: prepara il gruppo del lunedì pomeriggio.
     LUNEDI' 24 NOVEMBRE dalle ore 18 alle ore 19,30 - Assemblea mensile di programmazione
- Definiremo gli incontri di dicembre, con particolare attenzione alla nostra partecipazione al convegno nazionale delle cdb che si terrà a Roma dal 6 all'8 dicembre (vedi più avanti).
- Inizieremo anche a programmare gli incontri quadrimestrali previsti a partire da gennaio 2015, in cui cercheremo di conoscere alcuni testimoni che sono protagonisti della ricerca teologica e di fede. Cominceremo con la figura e l'opera di Hans Kung.
- Come sempre chi lo desidera può fermarsi a cenare in sede (ognuno/a porta qualcosa).
ALCUNI APPUNTAMENTI con Franco Barbero

    VENERDI' 7 e 21 NOVEMBRE dalle ore 18 alle 19,30 - Gruppo biblico di Torino: in via Principe Tommaso 4, prosegue il corso biblico con la lettura del Vangelo di Giovanni. Franco introduce i capitoli 5-6-7. L'incontro è sempre aperto a nuovi arrivi.

    GIOVEDI' 20 NOVEMBRE dalle ore 15 alle 18,30: saranno presenti nella sede della nostra comunità di via Città di Gap a Pinerolo alcuni operatori del "Programma Septimo dia Caracol Television Columbia" per un'intervista a don Franco.

    SABATO 29 NOVEMBRE dalle ore 10 alle 18 a Torino: presso il salone della Casa valdese (c.so Vittorio Emanuele II, 23) Franco Barbero partecipa alla sessione pomeridiana (dalle ore 15) del convegno organizzato dalla Consulta torinese per la laicità delle istituzioni sul tema "1984 – 2014: 30 anni di neoconcordato fra stato e chiesa cattolica sua abolizione, Intese, legge sulla libertà religiosa".
    DOMENICA 30 NOVEMBRE dalle ore 10 alle 15:30 - Incontro Comunità nascente di Torino: in via Principe Tommaso 4, dalle ore 10 arrivi e accoglienza, alle 10,30 verrà celebrata l'eucarestia, poi pranzo comunitario autogestito e un pomeriggio di riflessione. Il tema scelto è quello della "Ecoteologia" (la cura del creato). Come spunto di riflessione nonché di conoscenza sull'argomento proponiamo 3 documenti: Elizabeth Green, "In sintonia con la Terra – La Creazione nella riflessione femminista"; Elizabeth Green, "Tra gemiti e speranza. Introduzione alla teologia ecofemminista" (intervento al 1° Convegno di Eco-teologia a cura del Cenobio Cristico, settembre 2011); Carlo Bianchin, "I miei primi, incerti passi verso l'Ecoteologia".
Per ulteriori informazioni: Anna Serafini 0131/264149 e Franco Barbero 0121/72857.
NOTIZIE DA GRUPPI E COLLEGAMENTI
 
La Scala di Giacobbe
Sabato 15 novembre a partire dalle ore 17 - Incontro mensile
Presso la sede dell'Arci (stradale Baudenasca 17, Pinerolo), in occasione del TDoR, la Giornata Mondiale in ricordo delle persone transessuali e transgender vittime di violenza (20 novembre), ascolteremo alcune testimonianze di persone transessuali. Alle ore 19,30 cena autogestita. Alle ore 21 proiezione di un film a tematica LGBT.
Per ulteriori informazioni scrivere a lascaladigiacobbe@gmail.com
LA SCALA DI GIACOBBE - Gruppo credente lesbico gay bisex transgender di Pinerolo
 
Il comitato riprende


Ci siamo trovati Giampaolo, Marco, Mauro, Franco e la sottoscritta giovedì 30 ottobre nella sede in Via Città di Gap 13, su sollecitazione di alcuni membri della Scala di Giacobbe, per riprendere le attività del Comitato contro la omotransfobia.
Sono emerse alcune proposte da presentare alla prossima riunione8 che potrebbe svolgersi nei locali della chiesa valdese di Pinerolo giovedì 18 dicembre alle ore 17. La data e l'orario sono da confermare.
Fiorentina Charrier



Gruppo "Primavera" di Rivalta

Incontri biblici mensili del gruppo adulti
- Nel mese di ottobre abbiamo iniziato il nostro percorso biennale (per la proposta completa si veda pp. 3-4 del notiziario di ottobre) con una discussione sul tema "La Bibbia una casa da abitare", introdotta da una relazione di Franco Barbero. E' stata anche l'occasione per definire meglio la modalità degli incontri un po' diversa rispetto a quella degli anni precedenti: dopo una breve introduzione, si è deciso di utilizzare un approccio più "laboratoriale", che prevede l'indicazione di volta in volta di uno o due brevi testi da leggere prima (se possibile) in modo da facilitare la discussione.
- Sabato 22 novembre dalle 16:30 alle 18:30 al "Filo d'erba" di Rivalta, Franco Barbero introdurrà la discussione su "La Bibbia un racconto da proseguire…". Ognuno/a di noi cercherà di arrivare avendo letto i seguenti brevi testi: "Iniziare a leggere la Bibbia" di Ernesto Borghi (ed. Cittadella); "Dire, fare e baciare … Il lettore e la Bibbia" di Lidia Maggi e Angelo Reginato (ed. Claudiana); "La Bibbia si attualizza?" di Franco Barbero (pp. 64-67 del suo libro "Gli anni dell'impotenza mistica e politica").
Incontri mensili di catechesi per i bimbi/e delle elementari e i ragazzi/e della scuola media
Dopo gli incontri di settembre (su "Giuditta e la passione del coraggio", preparato in particolare da Rossella) e ottobre (su "la Bibbia e i personaggi che testimoniano grandi passioni", a cura di Rossella e Carletto), sabato 15 novembre alle ore 16:30 presso la cascina del "Filo d'erba" di Rivalta ci incontreremo per affrontare con i bimbi/e e i ragazzi/e dei gruppi catechesi il tema "Mosé e la passione della libertà" (a cura di Valentina). Segue cena insieme.
Anticipiamo la programmazione successiva del gruppo bimbi/e: preparazione Natale (dicembre); "Ruth, l'amicizia" (gennaio; a cura di Francesca); "Isaia, la speranza" (febbraio; a cura di Chiara); "la donna Samaritana, la ricerca" (marzo; a cura di Carletto); "Pietro, la responsabilità" (aprile; a cura di Elena); festa del Padre Nostro, con consegna della Bibbia a tre bimbe del gruppo "elementari" (maggio).
Segreteria regionale delle comunità cristiane di base
Nel mese di ottobre abbiamo partecipato come comunità all'incontro regionale delle comunità cristiane di base sull'ecoteologia. Si è trattato di un momento costruttivo al quale ci ha opportunamente preparati la relazione introduttiva di Carlo Bianchin. Le nostre comunità sono progressivamente sempre più consapevoli della centralità del problema ecologico. La fede stessa è per noi diventata un invito alla cura del creato, a partire dall'esperienza quotidiana e personale. In tutto questo riteniamo fondamentale la dimensione e la battaglia politica.
A margine dell'incontro è stata proposta l'adesione delle comunità di base piemontesi al comitato "Stop TTIP Torino", che si oppone al trattato per la liberalizzazione degli scambi commerciali tra USA ed Europa. Abbiamo deciso di non aderire alla proposta in quanto comunità di via Città di Gap di Pinerolo perché preferiamo che l'adesione al comitato, di cui condividiamo pienamente gli obiettivi, si esprima nei luoghi del nostro impegno politico in totale laicità.
Il gruppo di collegamento regionale, si terrà giovedì 20 novembre, alle ore 18, presso la sede di "Opportunanda" in v. S. Anselmo, 28 a Torino. Sarà l'occasione per iniziare a definire data (primavera 2015) e tema del prossimo incontro regionale.

Incontro nazionale delle comunità cristiane di base

Come segnalato in precedenza sul nostro notiziario, da sabato 6 a lunedì 8 dicembre 2014 si terrà a Roma (Casa La Salle, Via Aurelia 472), il XXXV incontro nazionale delle comunità cristiane di base italiane. Il titolo è: "Ecco, vi mando come agnelli in mezzo ai lupi (Lc 10,3). Povertà evangelica in una società violenta". I lavori inizieranno sabato alle ore 16 e ci saluteremo dopo il pranzo di lunedì.
Domenica 7 dalle ore 9 la nostra comunità di via Città di Gap animerà uno dei 4 gruppi di lavoro previsti. Il tema è: "Povertà emotive e fede cristiana". Il vuoto interiore, le povertà emotive e relazionali, il culto dell'immagine, l'ideologia del nuovo e della fruizione immediata. Come diventarne coscienti? Come resistere? Come attivare un atteggiamento di "resilienza" creativa per crescere come soggetti e cambiare la realtà che ci circonda? Quale l'apporto della nostra fede in questo quadro culturale ed intellettuale?
Un gruppetto della nostra comunità si è già iscritto al convegno: Ada Dovio, Fiorentina Charrier, Franco Barbero e Francesco Giusti. Chi desidera aggregarsi è benvenuto/a…, dovrebbe esserci ancora tempo… anche se per pernottare e mangiare presso la struttura che ospita il convegno era richiesta la prenotazione entro il 4 novembre.

Per informazioni: Francesco Giusti 0121-76441 o 3200842573

Noi siamo Chiesa
Il nostro notiziario segue con attenzione e interesse le attività di "Noi siamo chiesa". Riportiamo nel seguito un documento del 20 ottobre 2014 firmato dal portavoce nazionale Vittorio Bellavite, che commenta la Relatio conclusiva del Sinodo sulla famiglia.

"Questa prima fase del Sinodo sulla famiglia resterà nella storia della Chiesa. Questioni che erano  state sollevate da tempo dalla "base" del Popolo di Dio sono state discusse da un'istituzione ecclesiastica che non ha mai avuto in passato un ruolo significativo, sia per la sua composizione che per il suo ruolo solo consultivo. Questi limiti di partenza non gli hanno impedito, per merito principale di papa Francesco, di affrontare la realtà della famiglia senza lasciarsi paralizzare dai modelli del Catechismo, da normative canonistiche, da "verità" definite per sempre. Così le gioie, le sofferenze, le contraddizioni e le differenti culture e prassi con cui nell'universo cattolico si vive la famiglia sono state fotografate in modo sufficiente, particolarmente nel Messaggio e nella prima parte della Relatio conclusiva . Meglio tardi che mai. Il questionario, proposto un anno fa dalla segreteria del Sinodo, ha infatti avviato un ascolto che, per troppi anni, dal vertice fino alla base della struttura ecclesiastica, era stato impedito perché si pretendeva che  tutto fosse  già stato detto nella dottrina e nella prassi.

Al Sinodo le relazioni famigliari si sono confermate-e non poteva non esserlo- nel vissuto di ogni credente la sede principale degli affetti, della solidarietà, della educazione ma anche delle tensioni, delle contraddizioni, delle difficoltà. La comunità cristiana, più di qualsiasi altra struttura di vita associativa, partecipa ed è condizionata da questo vissuto. Di questo ha parlato il Sinodo. Mi pare che la discussione sia stata vivace ma è un peccato che, per una decisione immotivata, non siano stati resi noti i singoli interventi, come avveniva in passato; comunque sulla stampa e nei media le principali questioni sono state molto discusse con vivaci contrapposizioni che vengono da lontano.

Premessa questa condivisione dell'itinerario che è stato avviato e che si concluderà nel prossimo ottobre, faccio alcune prime sintetiche osservazioni sulla Relatio Synodi che ha concluso sabato  i lavori, con l'impegno di "Noi Siamo Chiesa nei prossimi mesi a fare altre analisi e proposte:

- mi sembra ottimo che il Sinodo abbia rovesciato  la precedente demonizzazione del matrimonio civile e delle convivenza e che ne abbia colto invece "gli elementi positivi";

- mi sembra buona cosa che si sia rotto il tabù assoluto della proibizione della  partecipazione dei divorziati risposati all'eucaristia. Le soluzioni prospettate, soprattutto nella Relatio post disceptationem, appartengono ancora alla logica della procedura tesa alla dichiarazione di nullità del matrimonio (che però si vuole semplificare e sveltire). Ci sembra una strada insufficiente. Si abbia il coraggio di prendere atto anche dei casi di matrimoni del tutto validi che si sono conclusi per i motivi più diversi, in cui i coniugi, se del caso dopo un percorso penitenziale, siano liberi di stringere un secondo vincolo di tipo sacramentale che sia pienamente accettato nella comunità ecclesiale; 

- non capisco cosa significhi, al punto 53, parlare di possibile "comunione spirituale" dei divorziati risposati. Di che si tratta? Perché allora non potrebbero accedere a quella sacramentale? Chi dice queste cose non pecca di un po' di  furbizia o di ipocrisia ?;

- la lettura del n.55 sulle persone con orientamento omosessuale mi lascia sbigottito. Si fa una citazione (senza indicarne le fonte, è mai possibile una cosa del genere?) secondo cui "non esiste fondamento alcuno per assimilare o stabilire analogie, neppure remote, tra le unioni omosessuali e il disegno di Dio sul matrimonio e la famiglia". Poi si cita un documento dell'ex-S.Ufficio. Punto e a capo. La marcia indietro rispetto ai punti 50, 51 e 52 della Relatio post disceptationem è completa e lascia amareggiati. Allora durante le prima settimana si è scherzato! La problematica vi era stata ampiamente trattata con un atteggiamento aperto all'accoglienza nella linea di un orientamento generale che si sta lentamente diffondendo nella Chiesa e a cui ha contribuito il movimento degli omosessuali credenti. Suppongo che la faziosa controffensiva dei conservatori sia stata efficace e che i tanti 62 voti contrari a questo paragrafo siano di vescovi che non accettano che nulla cambi e che si continui quindi negli errori di demonizzazione e di esclusione del passato;

- sulla Humanae Vitae si dice che "va riscoperto il suo messaggio che sottolinea il bisogno di rispettare la dignità della persona nella valutazione morale dei metodi di regolazione della natalità". Questa frase non si capisce bene cosa voglia  per  rilanciare la HV. Ma il Sinodo ha discusso della Humanae Vitae? Non sembra. Allora questa citazione sembra fatta di passaggio per dovere di rispetto nei confronti dell'autorità  pontificia (e il giorno prima della beatificazione di Paolo VI), dando per scontato che questa enciclica è di fatto decaduta perché, dall'inizio e ininterrottamente, non recepita nel sentire diffuso del Popolo di Dio. Non sarebbe stato meglio usare la parresia richiesta da papa Francesco e dire le cose come stanno?
Il dibattito al Sinodo sembra aver preso strade diverse da quelle che ha seguito fino ad ora la Conferenza episcopale italiana sulle questioni della famiglia. Niente toni da crociata, niente "campagne", niente "valori non negoziabili", niente "legge naturale". Spero, come tanti, che il decennale incontro della Chiesa italiana del prossimo anno a Firenze segni una svolta.
I dodici mesi che ci separano dal Sinodo ordinario   del prossimo ottobre dovrebbero fare emergere meglio nella Chiesa - questo è almeno quanto aspettiamo- la consapevolezza che ogni cristiano e la Chiesa tutta  devono essere sempre in cammino. Chi si ferma rimane solo a fare il testimone del passato."

Vittorio Bellavite, portavoce nazionale di "Noi Siamo Chiesa"
RECENSIONI (a cura di Franco Barbero)
G. Caramore e altri, Cinque variazioni sul credere
La domanda che queste pagine prendono in considerazione è radicale: "oggi che senso ha credere'?" La società attuale per molti aspetti ripropone la tematica della fine della religione. Altre correnti del pensiero contemporaneo sottolineano, invece, la permanenza del fenomeno religioso e la sua validità. Il credente è attento a questo dibattito, ma deve interrogarsi sul significato di questa sua esperienza personale e comunitaria nel contesto della modernità. Questo gli interessa in primo luogo. Il curatore, Marco Bouchard, ha interpellato voci di diverse appartenenze religiose e culturali.
Ne risulta una raccolta che, tra l'altro, ha il pregio di mettere in risalto la varietà e la molteplicità delle strade sulle quali uomini e donne cercano il senso della loro vita.
In libreria per Gruppo Abele editore, Torino 2014, pagg. 128, € 14.

P.G. Galli Stampino e E. Lea Bartolini De Angeli, Per leggere il Cantico dei cantici. Analisi e interpretazioni
Il quaderno monografico curato da Ernesto Borghi accompagna il lettore e la lettrice a cantare il proprio grazie a Dio per il dono dell'amore. Il Cantico ci mette in fuga da ogni sessuofobia e ci aiuta  a recuperare il senso della bellezza del corpo, alla luce della fede ebraica nel Dio creatore. Proprio nella profondità dell'amore scopriamo la presenza di Dio. Certo, il Cantico non è l'unica parola dell'amore e sull'amore, perché esso deve fare i conti, oltre che con la poesia e con la passione, con la storia, la durata, le tensioni, le fatiche, i problemi e le responsabilità. L'amore è anche "prosa". Ma è davvero importante che il Cantico sia nella Bibbia, per dirci ancora una volta che Dio è amore, Dio è nell'amore.
In libreria per ABSI (via Labeone 16 – 120133 Milano), pagg. 144, € 5.

SPUNTI PER MEDITARE E RIFLETTERE

Ricordando la nonna
Io sono stato vicino alla nonna tanti anni il sabato e la domenica.
Con lei stavo bene, parlavo con lei, lei mi ascoltava, mi sorrideva.
Io l'aiutavo a preparare da mangiare, in cucina.
La portavo sul balcone e lei ammirava i suoi fiori perché a lei piacevano tanto. Spesso mi chiedeva cosa facevo io in vivaio.
Quando è stata male le sono stato vicino e lei era contenta, mi diceva che ero un bravo nipote.
Poi ho visto la sua sofferenza e ho capito che era arrivata la sua ora e che bisognava lasciarla andare perché così raggiungeva nonno Ubaldo. E lei se ne è andata.
Sono contento di essere a casa della nonna.
Io ho scoperto l'amore di Dio attraverso l'amore di Emilia, di Paolo, della nonna e delle persone che mi vogliono bene.
Vincenzo

O Dio nostra sorpresa
O Signore, mostraci qualche tratto del Tuo volto.
Tu fosti una sorpresa per il Tuo amico Abramo
quando fermasti la mano che colpiva Isacco.

Tu fosti una sorpresa per la Tua figlia Sara,
che vide la sua sterilità tramutarsi  in fecondità,
quando poté innalzare al cielo il figlio Isacco.

Tu fosti una sorpresa  per tutta l'arca di Noè
che sembrava votata alla dispersione e alla deriva,
quando regalasti la gioia e la luce dell'arcobaleno.

Tu fosti una sorpresa gioiosissima per i Tuoi figli
che gemevano sotto la dominazione del Faraone,
quando apristi una via nel mare e un sentiero nel deserto.

Tu fosti una sorpresa per tutti i Tuoi profeti
che sentirono nella propria carne tanta debolezza,
quando rendesti viva nel mondo la loro parola.

Signore, metti dentro di noi uno spirito nuovo,
regalaci un nuovo modo di guardare alla vita,
donaci un cuore nuovo che sappia desiderare e volere
le "novità", le gioie e i valori che Tu ci proponi.

Signore, Tu conosci la insipienza dei nostri cuori,
la bassezza e la superficialità di molti nostri desideri.
La nostra fede tremula e la nostra volontà fragile
stanno davanti a Te per essere guarite dal Tuo amore.

Siamo come Giona, incapaci di aprirci ai Tuoi orizzonti,
e spesso rifiutiamo la gioia  di una vera conversione.
Insegnaci a gustare e stimare ciò che vale davvero

dentro il sentiero della nostra vita quotidiana.
Signore, Dio di Gesù e Dio di tutto il mondo:
noi riponiamo fiducia nell'opera delle Tue mani.
Tu continui ad operare nel mondo e nei cuori.
Possiamo contare sempre su di Te.
              Franco Barbero (La bestia che seduce, Comunecazione 1990, pag 81)

Predicazioni per eucarestia di domenica 19 ottobre

Salmo 23 - "Il Signore e il mio pastore …"
Questo forse è uno dei salmi più amati e conosciuti e in questi versetti possiamo vedere il nostro rapporto con Dio.
L'autore fa riferimento a delle situazioni di vita quotidiana che conosce bene, come le  difficoltà  nell'attraversare il deserto, nel trovare  una fonte per dissetarsi e un pascolo verde dove condurre il suo gregge.
Il pastore a cui si fa riferimento non è semplicemente una guida ma è anche un compagno di viaggio che condivide con il suo gregge le difficoltà, la sete, la fame, i pericoli e lo sa condurre  anche attraverso una valle oscura.
Le azioni che il salmo attribuisce al Signore sono: egli è il mio pastore, mi fa riposare, mi conduce, mi rinfranca, mi dà sicurezza e infine mi prepara una mensa e mi cosparge il capo di olio.
Queste designazioni indicano la cura, la premura, l'attenzione. Di fronte al Signore che si prende cura di ognuno di noi l'autore del salmo afferma di non mancare di nulla, di non temere alcun male e sente la felicità compagna della sua vita e il desiderio di abitare nella casa del Signore.
Questo dialogo esprime affetto e fiducia in Dio, a Lui affida l'intera sua esistenza. Ed è proprio questa fiducia espressa nel versetto "io non manco di nulla perché tu sei con me" che ci può aiutare nei momenti di sofferenza, di ansia, di paura.
Franca Gonella

Salmo 71 - "In te, Signore ho trovato rifugio …" (preghiera di un anziano)
In questo salmo si alternano parole di supplica e parole di lode a Dio.
Viene descritta la preoccupazione di un uomo di essere abbandonato da Dio al momento della sua vecchiaia, cioè nel momento di maggior fragilità e debolezza.
Vengono espressi anche il rammarico e la vergogna di questo uomo per essere vittima di soprusi da parte di altri uomini suoi nemici, che approfittano di quella situazione di fragilità per accusarlo e coprirlo di infamia.
Ma, nonostante questa situazione di sofferenza, la preghiera inizia con parole che testimoniano la fede in Dio e con la speranza che Dio venga in aiuto:
"In te mi rifugio o Signore, che io non provi vergogna per sempre".
Questo uomo sa che su Dio può contare, e comincia a credere nella possibilità che la situazione possa cambiare, che un giorno possa finire la sua sofferenza.
L'uomo sa che può contare su Dio perché ha già sperimentato in passato la presenza di Dio al suo fianco.
Dio è una presenza che gli è famigliare. L'ha accompagnato sempre, fin dalla nascita, dove ha conosciuto la dolcezza del grembo materno, e fin dalla giovinezza quando Dio era il suo sostegno, e da adulto, quando agli occhi gente appariva quasi un prodigio, Dio era per lui un rifugio sicuro.
L'uomo chiede a Dio di venire in suo aiuto confidando nel fatto che è stato per lui una presenza continua.
Chiede a Dio giustizia (anche se il suo concetto di giustizia ha più un aspetto di rivincita dove le parti si
dovrebbero invertire: lo svergognato non dovrebbe essere più lui ma coloro che lo accusano)
Ad un certo punto della preghiera le cospirazioni dei nemici sembrano perdere importanza mentre, per contro, viene ribadita con decisione la sua fede:
v.14 "Io invece non cesso di sperare e moltiplicherò le tue lodi"
Egli adesso è certo che Dio lo farà "risalire dagli abissi" e gli "darà ancora vita".
Mentre l'uomo del salmo racconta e ripercorre le varie tappe della sua vita emergono in lui nuove certezze e nuovi stimoli e cioè, "Testimoniare i prodigi del Signore".
Dall'alto della saggezza di uomo anziano, egli potrà avere ancora una funzione in futuro: anziché stare a sentire le congiure contro di lui, egli sarà testimone dei prodigi del Signore davanti a molte generazioni che lo ascolteranno al Tempio. Nel suo immaginario futuro egli sarà nuovamente in comunione con Dio e mentre canterà al Signore le lodi con l'arpa e con la cetra egli sarà in comunione anche con le persone ,e cioè, fuori dalla condizione attuale di solitudine e di isolamento.
E' la storia di un uomo anziano che racconta, ricorda e annuncia, fa una lunga e profonda riflessione ripercorrendo tutte le tappe della sua vita da cui sembra emergere che dare troppa importanza alle chiacchere,
alle malignità ai conflitti non porta da nessuna parte, mentre ritrovare Dio e avere fede in Lui porta a ritrovare se stessi. La vita vera, la vita che conta è con Dio.
Ines Rosso

La mutazione dei linguaggi
"Se Gesù di Nazareth vivesse ai nostri tempi  e noi, figli della modernità, ci incontrassimo con lui, useremmo un linguaggio del tutto diverso per esprimere la stessa esperienza di profonda sacralità che i suoi discepoli vissero nell'incontro con lui. Non usciremmo mai con immagini quali "Re", "Gran Sacerdote", "Agnello di Dio", "Verbo", "Seduto alla destra di Dio", né con definizioni dogmatiche del suo rapporto con Dio come seconda persona della Santissima Trinità. Ciò non invalida le antiche formulazioni; significa piuttosto non sono più vincolanti per l'uomo moderno perché non trasmettono più alcuna intuizione rivelatrice".
(Rogers Lenaers, Il sogno di Nabucodonosor, Massari Editore, Pag 45).

Rispetto alle formulazioni dogmatiche di Nicea (325), Efeso (431) e Calcedonia (451) è necessario fare una accurata rivisitazione storica per comprendere la loro distanza dai testi del Secondo Testamento e attrezzarci per un vero "esodo" da queste formulazioni che oggi risultano assolutamente incomprensibili e devianti rispetto al messaggio centrale di Gesù.
"Parlare di Dio oggi, con il linguaggio dei primi secoli, è votarsi all'incomprensione e far correre a Dio il rischio di essere percepito come un mito da relegare fra le anticaglie" (Maurice Zundel).
Proprio il rispetto del messaggio originario esige una sua "traduzione" che sia comunicante con il linguaggio odierno. Certo fissismo linguistico, certa ossessione dottrinaria non costituiscono affatto una valorizzazione del messaggio, un atto di fedeltà, ma al contrario mummificano le formulazioni del percorso compiuto perché gli proibiscono di evolvere, di andare oltre.

Franco Barbero

Il miracolo della fiducia
"Io credo al sole,
anche quando non risplende.
Io credo all'amore,
anche quando non lo avverto.
Io credo in Dio,
anche quando non lo vedo".
(dal ghetto di Varsavia)
Dio contro l'idolatria
"E' vero che, nella storia, le tradizioni religiose hanno provocato guerre, sostenuto violenze, incoraggiato soprusi, fomentato distruzioni. Ma questo è accaduto, e accade, quando si smette di interrogare: quando si crede di possedere la verità, invece di continuare a cercarla; quando invece di un Dio, inafferrabile e inconoscibile, costruiamo con le nostre mani una serie infinita di vitelli d'oro da idolatrare; quando ci facciamo giudici degli altri, invece di giudicare noi stessi. In questo senso i monoteismi - accusati da più parti di aver acceso violenze con il loro Dio, unico, possessivo e dispotico - a guardar bene, possono invece rappresentare un formidabile antidoto alle idolatrie di tutti i tempi. E forse non è inutile tornare qui ad osservare che l'idolatria abita i vissuti religiosi delle persone, ma anche la nostra quotidianità: idolo è il denaro, idolo è il possesso, idolo siamo noi stessi.
La seconda osservazione - lapidaria -  è che anche le società civili hanno fallito nel loro compito di umanizzazione, quanto e a volte più di quelle religiose. Lo dimostrano i conflitti, le guerre, le tirannie, gli oltraggi, le violenze che abitano ogni angolo del pianeta, anche là dove il tessuto religioso non abbia più alcun valore. E nei luoghi in cui le religioni sembrano ancora agitare lo scettro della violenza e della sopraffazione, se si guarda più a fondo si scopre che interessi internazionali, mercati d'armi e di denaro, interessi personali, iniquità ataviche e ineliminabili sono i reali timoni della violenza.
Infine, se guardiamo a fondo nelle parole delle Scritture, con un lavoro attento di decodificazione di un linguaggio lontano dal nostro e contestualizzando nella storia antica gli eventi che vi vengono raccontati, capiremo che i valori della libertà, della giustizia, della fratellanza, che siamo abituati a pensare come prodotti della modernità, hanno in questi testi antichi le loro fondamenta".
Gabriella Caramore (da AA.VV., "5 variazioni sul credere, ed. Gruppo Abele, pp. 33-34)

Chiediti perché

Da tempo circola sul web un'informazione di cui non sono riuscito a controllare la fondatezza ma che non esito a definire rivelatrice. In Giappone l'unica categoria di persone che non è obbligata a inchinarsi davanti all'imperatore è quella degli insegnanti. I giapponesi infatti credono che senza insegnanti non ci sarebbero nemmeno gli imperatori! E questo dice non solo della considerazione di cui godono i docenti da quelle parti ma di quanto la saggezza orientale comprenda e preservi gelosamente il compito educativo.
Come davanti ad uno spazio sacro dovremmo toglierci i calzari entrando in una scuola perché - da queste pagine l'abbiamo ripetuto con forza e convinzione - è un luogo, quello, di cui non si insegna solo a far di conto e a dare nozioni di storia e patria. Quella palestra di vita forma i cittadini, forgia le coscienze delle generazioni, insegna a vivere, incide in modo determinante sul futuro delle comunità.
Purtroppo nel corso del tempo, dalle nostre parti, l'impegno dell'educare e dell'istruire è stato derubricato a rango di manodopera pubblica a buon mercato, paragonato a qualunque altro impiego statale e spogliato di ogni riferimento all'importanza, alla delicatezza, alla centralità dell'educare. Anche per questa ragione mi piacerebbe che, all'inizio del nuovo anno scolastico fosse lanciata una sorta di campagna in tutte le scuole. Un impegno comune per i docenti di ogni area di insegnamento per stimolare i bambini, i ragazzi, i giovani al pensiero e al pensiero critico, al gusto della curiosità. Insegniamo: "chiediti perché". Insegniamo a non comprare mai niente a scatola chiusa. "Non ho particolari talenti, sono solo appassionatamente curioso", scriveva Albert Einstein nel 1952 a Carl Seeling. Detto da uno scienziato di quella levatura c'è da credergli!
Per questo dovremmo sentirci incalzati dal proporre la curiosità, non tanto come disciplina curriculare, quanto come metodo che accompagni lo studio e l'apprendimento della matematica e della geografia, della filosofia e della storia, della letteratura, delle religioni, dell'arte, della scienza... I non-curiosi sono uomini tristi inesorabilmente fermi agli stalli di partenza. Perché la curiosità è il buono pasto che la vita ci concede gratuitamente per nutrire il cervello. E l'anima.
Come amava ripetere sempre lo stesso Einstein: "la cosa più importante è non smettere mai di domandare". Se questa semplice regola fosse eseguita anche nella politica e nell'economia, nelle chiese (intese come confessioni religiose) e nell'azione sociale... riusciremmo a rispondere meglio ai bisogni reali e alla vita delle persone piuttosto che alle teorie elaborate nei gabinetti asettici del pensiero disincarnato.
Non ci resta che sperare (e operare) nel riscatto di un'epoca in cui le sole curiosità che sembrano avere successo riguardano il gossip e sollecitano la morbosità piuttosto che la conoscenza. Lanciamo una campagna tra i giovani. È urgente. Scriviamolo sui muri, in tweet e dappertutto facciamone uno slogan: "chieditiperché". Promuoviamo una scuola che prima che fornire le risposte (sulle questioni scientifiche, storiche, geometriche...) insegni a porsi le domande, a "chiederti perché".
Tonio Dell'Olio (da "Rocca" del 1 ottobre)

DALLA NOSTRA COMUNITA'

Il nostro notiziario
Diversi lettori ricevono ormai via e-mail questo nostro notiziario. Abbiamo così potuto ridurre il numero di copie cartacee stampate. I precedenti numeri sono stati esauriti. Chi desidera riceverlo in versione elettronica ci risparmia una spesa piuttosto consistente. Contattare Francesco (giupaz@tin.it; 320-0842573)
Questa comunità

  • Oggi compiere un cammino di fede in una comunità cristiana ecumenica è un grande dono di Dio. A volte, pur con tutte le nostre contraddizioni, vogliamo ricordarcelo perché questo "dono" non sia vissuto come qualcosa di scontato. Ed è ancora un dono di Dio poter constatare, come avviene in questi giorni nella nostra comunità, che parecchie persone nuove accolgono la proposta del cammino evangelico comunitario.
  • La lettura biblica settimanale ci aiuta a "trovare il centro" della fede cristiana, liberandoci da tutto quell'arsenale devozionalistico che è deviante, fatto di santi, madonne, santuari e da un vasto emporio del sacro che irretisce molte ottime persone. Ma il motivo fondamentale per cui alimentiamo la nostra fede in Dio è per rimanere e crescere come persone solidali, fiduciose, costruttive e per non cedere all'individualismo e all'indifferenza.
  • Siamo tra coloro che, senza farsi illusioni, sperano che le chiese cristiane e le grandi tradizioni religiose si aprano alla conversione e ascoltino il "grido della strada". Con le nostre esistenze vogliamo portare un contributo, piccolo come un granello di senape, alla realizzazione di una chiesa "altra" e di un mondo "altro".
  • Il "buon uso" della sede ci ha permesso una notevole riduzione delle spese di riscaldamento a tutto vantaggio del preventivo dell'annata 2014-2015.
Cara Alga Barbacini
Abbiamo saputo che da pochi mesi Lei è in servizio alla Chiesa Valdese di Pinerolo per svolgere il ministero di diacona.

La mia comunità mi incarica di porgerLe un augurio di fecondo ministero in questa città e di chiederLe un incontro per conoscerLa e conoscerci.

La ricordiamo nella preghiera e attendiamo una sua risposta.

Con cordialità e stima.                                                                           Pinerolo 02/11/2014

Franco Barbero, presbitero della comunità cristiana di base di via Città di Gap 13, Pinerolo


Guardandola in faccia
Chi? La nostra morte. E' stato il tentativo che abbiamo fatto domenica 19 ottobre andando a briglie sciolte.
Abbiamo vissuto in comunità un confronto molto vivo e cercheremo di tradurlo in parole: prima per ciascuno/a di noi, poi per il dialogo nelle nostre relazioni quotidiane.
Riferiremo più ampiamente nei prossimi notiziari in un apposito scritto.

CONTATTI

In attesa del nuovo sito: le notizie riguardanti la comunità possono essere trovate nel blog http://donfrancobarbero.blogspot.it/