Più scende il reddito, più sale la glicemia. Uno studio condotto su 585 alunni di seconda media di Torino e provincia dimostra che «la predisposizione a sviluppare il diabete di tipo 2 è più alta negli studenti delle scuole socialmente svantaggiate e con reddito più basso». Nell'anno scolastico 2013-2014 sono stati distribuiti quasi 600 questionari in tre gruppi di scuole: nel centro di Torino, in periferia e in provincia. I gruppi erano composti da 195 alunni ciascuno. «I risultati - spiega il diabetologo Alberto Bruno, responsabile del programma - confermano che lo stile di vita degli alunni delle scuole di periferia è potenzialmente più pericoloso di quello degli altri allievi». Le probabilità dei meno abbienti di contrarre il diabete di tipo 2 (quello che insorge intorno ai 40 anni), sono maggiori perché hanno abitudini a rischio: il 23 per cento degli alunni di periferia non fa praticamente attività fisica, il 16 per cento non fa colazione al mattino, il 28 per cento mangia merendine a scuola. «Quel che colpisce - aggiunge Bruno - è che uno stile di vita a rischio delle madri finisce per condizionare significativamente i figli». Una campagna di sensibilizzazione con manifesti in lingua è iniziata anche con le famiglie di immigrati, soprattutto nella comunità più numerosa, quella romena. I risultati del programma sono stati presentati ieri sera all'Unione Industriale di Torino ad una serata organizzata dal Rotary 45° parallelo.
Paolo Griseri
(Repubblica 28 ottobre)
Paolo Griseri
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