martedì 11 novembre 2014

UNA RISPOSTA



Gentile L. M.
grazie della Sua bella lettera e della notizia sul comune amico. Adriano è per me una delle persone più care che Dio ha messo sui miei passi da tanti anni.
Condivido pienamente la sostanza e la direzione della Sua ricerca. La progressiva "divinizzazione" di Gesù di Nazareth, iniziata nel secondo secolo e culminata nel dogma niceno del 325, ha cancellato il Gesù storico. Le conseguenze sono state e sono ancora tragiche.
Solo collocando Gesù nel suo contesto ebraico possiamo ritrovare quell'uomo e quel profeta che ha appassionatamente cercato il "volto" di Dio e sentirlo come compagno di viaggio e di quotidiana conversione.
E' ricercando le tracce delle sue scelte che ci possiamo innamorare del mistero caldo ed affascinante di Dio. Averlo mummificato in qualche sepolcro dogmatico, ci ha permesso di usarlo secondo gli interessi di una "organizzazione sacra" di cui sarebbe stato il fondatore. E così si è costruito un "castello" che non ha più permesso di accedere al Gesù della storia. Facendolo Dio, ci siamo costruiti una arrogante superiorità, fino all'extra ecclesiam nulla salus.
Quando quasi 50 anni fa incontrai le prime ricerche sul Gesù storico, per me fu come un terremoto, uno smarrimento, il crollo delle mie granitiche certezze dogmatiche. Ma quel terremoto, distruggendo il palazzo, fece venire alla luce le radici della fede.
Scoprire che anche Gesù faceva fatica ad amare, che anche per lui la vita era cammino di conversione a Dio e alla fraternità-sororità, risvegliò in me un'onda di freschezza che cambiò i colori della mia vita e della mia fede.
Ora esiste una bibliografia enorme che documenta questa ricerca e penso che Lei conosca le opere di Kung, Destro, Pesce, Lenaers, Barbaglio, Ortensio da Spinetoli... che da anni lavorano in questa direzione.
Mi senta vicino in questo Suo cammino. Se potessi esserLe utile in qualche modo, ne sarei lieto.
Buon viaggio con tanto affetto.
    Franco Barbero